Tweetbot
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È una vita che utilizzo Tweetbot per gestire i miei account su Twitter. Lo preferisco al client ufficiale perché mi mostra i tweet in ordine cronologico, cosa che l’app ufficiale sabota continuamente, e la gestione dei filtri funziona meglio.

Nel tempo Twitter ha cercato di far saltare le app di terzi in diverso modo, come eliminando delle API per l’accesso ai servizi. Questo perché le app di terzi non consentono di raccogliere i dati come quella ufficiale e, soprattutto, non consentono di distribuire la pubblicità.

In pratica le app di terzi tagliano una fetta del potenziale fatturato di Twitter.

Di recente, visto anche il calo di utilizzo della piattaforma, la società si è chiesta se non fosse il caso di essere meno cattiva e consentire alle app di terzi di prosperare di nuovo. Così facendo magari la base di utenti può crescere.

Come ha annunciato sul suo blog, infatti, Twitter ha reintrodotto alcune API. Per esempio ora è possibile integrare i sondaggi, vedere lo streaming in tempo reale, misurare le performance dei tweet, vedere gli eventi rilevanti e così via. Ma è tutto oro ciò che luccica?

Sean Heber, ingegnere di Twitterrific, altro client di successo, ha dichiarato che c’è ancora qualcosa che non va. Ci sono molte API che sono di sola lettura, non consentendo nessuna interazione per gli utenti nei client di terzi. È probabile, si auspica lo sviluppatore, che questa apertura sia solo l’inizio e che altre funzioni siano aggiunte con il tempo.

La speranza è vedere i client di terzi avere le stesse funzionalità della versione ufficiale, per gestire gli account con un’esperienza utente che Twitter al momento non sa raggiungere.

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