La frase incriminata da Apple per l’app di Facebook
La frase incriminata da Apple per l’app di Facebook

Apple in questo momento è come un grosso gnu carnoso e appetitoso, attaccato su più fronti dalle bestie feroci. Ma sappiamo che lo gnu per quanto una preda succulenta, è anche abbastanza grosso da poter scornare i suoi aguzzini fino a farli fuggire.

Apple non è attaccata solo da Epic Games, ma anche da altre aziende che potrebbero guadagnare nell’indebolimento della società. Tra queste aziende c’è Facebook. Tra le due società vige una guerra fredda da un po’ di anni.

Sono lontani i tempi in cui Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, veniva invitato a casa di Steve Jobs. Sono anche lontani i tempi in cui Apple integrava Facebook di base nelle funzioni di iOS. Nella lotta a favore della privacy indetta dalla società di Cupertino, chi ne può pagare i danni sono proprio le aziende come Facebook.

Questa, infatti, fa della raccolta dei dati il suo business più importante. Facebook raccoglie, etichetta, raggruppa, profila i dati degli utenti e poi li rivende agli inserzionisti mediante il suo tool pubblicitario.

Come rivela Facebook in un recente post sul suo sito, iOS 14 danneggerà pesantemente la raccolta dei dati. Il sistema anti tracking integrato da Apple nel nuovo sistema operativo non permetterà l’uso dell’IDFA (IDentifier For Advertisers) e questo porterà ad almeno il 50% di calo degli introiti pubblicitari per gli chi usa le campagne.

Gli utenti saranno tracciati molto meno, ma gli inserzionisti otterranno campagne meno efficaci e Facebook vedrà calare il fatturato. Per questo motivo la società sta cercando di vendicarsi come può.

Come riporta anche Reuters, in un recente aggiornamento della sua app per iOS, Facebook aveva indicato che Apple tratteneva il 30% di commissioni. La frase appariva nella nuova funzionalità di vendita di accessi ad eventi speciali. Visto che molti di questi sono stati creati per risollevare le sorti di alcuni commercianti durante il periodo di pandemia, Facebook aveva chiesto ad Apple di eliminare le commissioni.

Apple ha rifiutato per evitare di creare precedenti sfruttabili da altre aziende, ribadendo che tutti gli acquisti generati nell’App Store cadono sotto il tetto del 30% di commissioni.

La società di Cupertino ha intercettato la frase nell’app di Facebook e bloccato gli aggiornamenti. Se l’azienda di Zuckerberg vuole far cadere il blocco deve eliminare la frase.

Ora più che mai, dovremmo avere la possibilità di aiutare le persone a capire dove vanno effettivamente i soldi che intendono dare alle piccole imprese. Sfortunatamente Apple ha rifiutato il nostro avviso di trasparenza relativo alla loro tassa del 30%, ma stiamo ancora lavorando per rendere disponibili tali informazioni all’interno dell’esperienza dell’app.

Facebook

Apple non ha commentato la faccenda. Ma ciò che mi chiedo è se sia giusto bloccare un aggiornamento perché si avvisano gli utenti che Apple trattiene il 30% sull’acquisto che stanno per effettuare. La società applica la sua forza forse con troppa evidenza.

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