App Store

Sono 5 le grandi aree con le regole da rispettare per andare d’accordo con Apple per l’App Store. In totale ci sono 43 regole da prendere in considerazione per evitare di avventurarsi nel creare app, per poi vedersele rifiutare buttando al vento mesi di lavoro.

Quindi è buona cosa leggere le App Store Review Guideline prima di progettare app. Molti sviluppatori, ignorandone il contenuto, corrono a sviluppare le app per poi lamentarsi di non poter accedere alla distribuzione quando è ormai è troppo tardi.

Di recente la società ha anche fatto delle modifiche. Ci sono ben 12 cambiamenti. Vediamoli:

2.5.16: introduce le App Clips, widget, notifiche ed estensioni. Queste devono essere necessariamente inerenti l’app principale. App Clips non può contenere pubblicità.

3.1.2(a): ora la società accetta lo streaming di videogame in abbonamento. Questi servizi non devono spingere l’utente a un doppio pagamento, quindi se l’app è stata comprata in precedenza non può diventare in streaming a pagamento richiedendo altro denaro.

Gli operatori telefonici possono offrire bundle di servizi come abbonamenti di musica o video attraverso le loro app.

3.1.3(a): le app di lettura possono integrare la creazione di account gratuiti.

3.1.3(d): le app possono integrare l’acquisto di servizi tra persone. Per esempio un’app educativa può prevedere la vendita di lezioni frontali e le app mediche la vendita In App di prestazioni mediche. Ovviamente app terrà il 30%.

3.1.3(f): le app collegate a strumenti online, come quelle per spazio cloud o servizi VoIP, non dovranno necessariamente integrare i servizi di pagamento In App.

3.1.7: Apple ribadisce che non è ammessa pubblicità nelle App Clips, estensioni, widget, notifiche, tastiere esterne e altro.

3.2.2(vi): non si possono sbloccare funzioni nell’app, accedere a contenuto, usare l’app o offrire altre compensazioni obbligando l’utente a inviare feedback dell’app nell’App Store, scaricare contenuti, vedere video o fare tap sulle pubblicità.

3.2.2(x): non si possono offrire prestiti personali con tassi maggiori dell’APR (Annual Percentage Rate) che corrisponde al 36% e non si può richiederle di ripagarli in un tempo inferiore dei 60 giorni.

4.9: sono permessi i videogame in streaming.

4.9.1: ogni gioco in streaming deve essere un’app a se stante e sottostare alle regole dell’App Store, quindi devono essere approvati dal team di Apple, supportare ScreenTime, usare i metadati di ricerca e il resto.

4.9.2: si possono offrire abbonamenti ai videogame in streaming, ma ogni videogame deve avere un’app a se stante. In pratica l’idea di Epic Games di creare un app-negozio per accedere ai videogame non è tutt’ora fattibile.

La società ha anche pubblicato 9 chiarimenti per altre regole, che possiamo riassumere come:

  • Le app non possono contenere funzioni dormienti o nascoste.
  • Tutte le novità devono essere inserite nelle note di review.
  • Non si possono usare nomi per le app che richiamano marchi registrati o nomi di altre app.
  • Non si può chiedere agli utenti di fare acquisti al di fuori del sistema In App per pagare meno.
  • La vendita di servizi ad altre aziende o organizzazioni può prevedere pagamenti diversi dal sistema In App.
  • Le app multipiattaforma possono avere sistemi di login per usare servizi comprati altrove senza passare necessariamente per In App.
  • Le app che usano MusicKit per accedere ad Apple Music devono richiedere il permesso all’utente per accedere al suo account di Apple Music.
  • Le API dei framework di Apple, come ARKit e HomeKit, non possono essere usati per fini di marketing.

Trovate l’articolo riassuntivo con le modifiche alle norme in questa pagina.

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