Come sapete sono stato tra i primi a criticare alcune scelte del commissario straordinario per l’emergenza in riguardo all’app Immuni. All’inizio si stava pensando ad un sistema di tracciamento, ma poi si è pensato più saggiamente di usare le API preparate da Apple e Google.

Queste raccolgono gli identificativi dei dispositivi via bluetooth, lasciando anonimi gli utenti. Devono essere questi a contattare l’ASL in caso di ricezione della notifica, mettendosi spontaneamente in auto isolamento per 14 giorni.

Ora che l’emergenza è nel suo vivo, alla luce del fatto che Immuni funziona e il numero di tamponi sono aumentati, vi invito a scaricarla. La privacy non viene per nulla compromessa. Vi invito ad invitare chi conoscete a scaricarla.

Più la utilizzano e più siamo al sicuro. Non è solo una questione di salute, ma anche di interesse nazionale. Se sapremo contenere l’aumento dei contagi potremmo salvaguardare anche il tessuto economico della nazione da un secondo lockdown, evitare che il PIL cali ulteriormente e recuperare terreno più in fretta.

Non sono in gioco solo le vite umane, ma i redditi delle famiglie. La nostra economia non è molto solida e i posti di lavoro devono essere messi al sicuro. Questo può essere fatto solo se i focolai si circoscrivono il prima possibile.

Quindi scaricatela, attivatela e fatela attivare da tutti quelli che conoscete. Attualmente siamo a circa 7 milioni di download, con 5.900 notifiche inviate e 357 persone positive individuate. Servono molti più milioni di persone nel circuito per tracciare più efficacemente i contagi.

Andate nell’App Store, o sul Play Store se avete Android, scaricate l’app e attivatela. Fate la vostra buona azione quotidiana.

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