
Siamo in un periodo storico particolare. Un passaggio che sarà ricordato in futuro per cose negative, ma si spera anche per la capacità di reagire. Tra queste reazioni si può prendere la palla al balzo per cavalcare un cambiamento che ha già preso in Nord Europa: l’eliminazione della moneta fisica.
Ne parlai 3 anni fa raccontando che la gestione del denaro contante è più costosa di quello digitale. La scusa più frequente, soprattutto da parte dei commercianti, riguarda le commissioni che si pagano alle banche. Non vi parlerò di questo oggi, ma di ciò che è stato fatto per rottamare tutte le scuse.
Il primo passaggio è stato un regolamento europeo che ha abbassato le commissioni allo 0,2% con i bancomat e 0,3% per le carte di credito. Restano ancora i costi di gestione applicati da alcuni gestori per supportare la piattaforma e i costi di acquisto dei dispositivi.
A tal proposito il Governo ha realizzato un provvedimento per consentire, dal 1 luglio, di recuperare il 30% di questi costi come credito d’imposta (decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124).
Il secondo provvedimento, che pare sia stato accettato in queste ore, prevede di non pagare commissioni per i pagamenti fino a 5 €. La novità dovrebbe entrare in vigore dal 1 dicembre, ma si lavora già per portare questa soglia a 25 €.
Altri provvedimenti sono stati attivati per spingere le persone a usare i pagamenti elettronici al posto dei pagamenti in contati. Tra tutti il cashback statale. Dal 1 dicembre se si effettuano almeno 50 pagamenti elettronici presso i negozianti (no online) ogni 6 mesi si riceverà indietro il 10% fino a una soglia massima di 1.500 €.
Quindi se in 6 mesi facciamo almeno 50 acquisti per un totale di 1.500 € riceveremo indietro 150 € e lo stesso varrà anche per il semestre successivo, quindi ulteriori 150 €. Il Governo valuterà se estendere il cashback in futuro.
Inoltre le prime 100.000 persone a livello nazionale che avranno effettuato il numero di operazioni maggiore, riceveranno un super bonus di 3.000 €. Non varranno le quantità di denaro speso, ma il numero di utilizzi della carta.
L’obiettivo è spingere il cittadino a usare la carta il più possibile eliminando l’uso del contante. Il tutto sarà gestito mediante l’app IO.
La stessa app sarà usata per un ulteriore provvedimento: la lotteria degli scontrini. L’app IO genererà un codice QR che bisogna mostrare al negoziante all’emissione dello scontrino dal 1 gennaio. Questi consentirà di partecipare alle estrazioni mensili e annuali (anche se si pensa a premi settimanali).
Quindi più scontrini si collezionano e più possibilità si hanno di vincere.
Ricapitolando: commissioni più basse per i pagamenti elettronici, niente commissioni sotto i 5 €, credito d’imposta per far recuperare ai commercianti il 30% delle spese di gestione dei POS, cashback statale e lotteria degli scontrini. Tutte misure per spingerci a creare un’abitudine: evitare il contate.
L’obiettivo è rendere tracciabili tutti i pagamenti per far emergere l’evasione fiscale e rendere difficili le attività della criminalità organizzata. Se più persone pagano le tasse queste possono calare. Inoltre il denaro elettronico è più rapido e facile da gestire. Non si rischia di perderlo per strada o essere rapinati. Manca solo una spinta verso la rivoluzione. Basta scuse.

Non mi è chiara questa cosa: “L’app IO genererà un codice QR che bisogna mostrare al negoziante all’emissione dello scontrino dal 1 gennaio. Questi consentirà di partecipare alle estrazioni mensili e annuali (anche se si pensa a premi settimanali)”
Speriamo sia resa facile altrimenti prevedo il caos in coda alle casse
Dovrebbero avere un lettore ottico
Perfettamente d’accordo. Basta scuse, basta contante, ma tutte le istituzioni dovrebbero adeguarsi; il Comune di Roma, per esempio, manca all’appello…