Rivolta nell’impianto di Wistron in India
Rivolta nell’impianto di Wistron in India

Lo scenario è stato più o meno questo: Apple ha stretto accordi con Wistron per produrre gli iPhone in India, atto necessario visto che in India si possono vendere solo dispositivi prodotti nella nazione.

Wistron ha attivato la catena di assemblaggio, ma poi è arrivata la pandemia. Quindi i manager di Apple non hanno potuto controllare l’operato presso il fornitore. Da qui è scatta la grande idea da parte di qualcuno: non pagare i dipendenti e intascare il denaro. Tanto chi se ne accorge?

Una scelta che ha portato a una vera e propria rivolta nell’impianto della città di Kolar, a 70 km da Bengaluru. Molti dipendenti non vedendosi consegnare la paga hanno assaltato i macchinari distruggendone alcuni. La polizia giunta sul luogo ha arrestato circa 100 persone. La forza lavoro nella fabbrica è di 12.000 dipendenti, molti assunti attraverso aziende esterne.

La società di Cupertino, che sta seguendo il tutto da remoto, ha assicurato che i dipendenti riceveranno quanto pattuito.

Apple si impegna a garantire che tutti nella nostra catena di fornitura siano trattati con dignità e rispetto. Abbiamo squadre sul campo e abbiamo immediatamente avviato un’indagine dettagliata presso la struttura di Narasapura di Wistron in India. Stiamo anche inviando altri membri del team Apple e auditor alla struttura. I nostri team sono in stretto contatto con le autorità locali e stiamo offrendo il nostro pieno supporto alle loro indagini.

Ha comunicato la società in una nota. L’obiettivo è evitare che fenomeni del genere si ripetano e comprendere a chi attribuire le responsabilità del mancato pagamento degli stipendi.

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