Campidoglio

Negli Stati Uniti il finanziamento a determinati politici è un’attività legale, così come in Italia è legale donare soldi ai partiti (tra l’altro ottenendo il 26% di detrazioni fiscali). Quindi vedere spendere milioni di dollari in questo modo non fa scandalo.

È interessante vedere cosa finanziano le grandi aziende. Apple, seppur una delle aziende più ricche, ha deciso di donare meno nel 2020. Forse perché c’era ancora la compagine di Trump al potere. Sta di fatto che se nel 2019 ha speso 7,38 milioni di $ in lobby, nel 2020 questa somma è scesa a 6,65 milioni.

Nell’ultimo trimestre, quello più caldo quest’anno per le elezioni, lo sforzo economico di Apple si è ridotto da 1,83 milioni del 2019 agli attuali 1,45 milioni. Ma cosa finanzia Apple?

Nel documento di trasparenza pubblicato dalla Casa Bianca si legge che Apple ha finanziato gruppi politici a favore di:

  • Norme per i brevetti
  • Tasse internazionali e regolamenti stranieri
  • La privacy degli studenti
  • L’insegnamento dell’informatica
  • La distribuzione della programmazione video
  • I cambiamenti climatici e le regole internazionali
  • Le barriere del commercio come i dazi
  • La normativa sulle esportazioni
  • Lo scudo sulla privacy USA-UE
  • La privacy dei clienti
  • Il trasporto sicuro delle batterie
  • Le frodi ai danni dei clienti
  • Le normative su App Store, privacy e l’uso dell’IDFA
  • Le richieste di dati da parte delle autorità
  • La registrazione dei dati sulla salute
  • La privacy dei dati medici
  • La risposta all’emergenza COVID-19
  • I regolamenti per i pagamenti elettronici
  • La diversità nel mondo del lavoro
  • La formazione del personale
  • La competizione nel mondo del lavoro nell’industria delle tecnologie mobili
  • Lo sviluppo di tecnologie di guida autonoma
  • Le normative sull’immigrazione
  • Le normative di realizzazione dei semiconduttori

Un nutrito elenco di argomenti che Apple spera siano portati a compimento dai politici americani.

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