La App Store Review Guidelines è una sorta di regolamento generale per il quieto vivere nel negozio delle applicazioni di Apple. Sono delle norme racchiuse in 5 grandi categorie. Molti sviluppatori non le leggono per pigrizia, per poi scoprire solo in fase di sottomissione all’approvazione cosa si può fare e cosa non è accettato. Sprecando moltissimo tempo e risorse.

Di recente la società ha aggiornato alcune norme per rendere il regolamento conforme ai recenti cambiamenti. Nello specifico la società ha modificato queste norme:

  • 1.4.3: Chiarito il divieto di promuovere determinate sostanze: “Le app che incoraggiano il consumo di tabacco e prodotti da svapo, droghe illegali o quantità eccessive di alcol non sono consentite su App Store. Le app che incoraggiano i minori a consumare una qualsiasi di queste sostanze verranno rifiutate. Non è consentito facilitare la vendita di sostanze controllate (a eccezione delle farmacie autorizzate), marijuana o tabacco.
  • 2.3: Chiarite le informazioni che devono riflettere accuratamente l’esperienza principale dell’app: “I clienti devono sapere cosa ottengono quando scaricano o acquistano la tua app, quindi assicurati che tutti i metadati della tua app, comprese le informazioni sulla privacy, la descrizione dell’app, gli screenshot e le anteprime siano accurati rispecchiano l’esperienza principale dell’app e ricordati di tenerli aggiornati con le nuove versioni“.
  • 2.3.7: Chiarito quali metadati non dovrebbero includere: “Scegli un nome di app univoco, assegna parole chiave che descrivono accuratamente la tua app e non cercare di ampliare nessuno dei tuoi metadati con termini con marchio, nomi di app popolari, informazioni sui prezzi o altre frasi irrilevanti solo per ingannare il sistema. I nomi delle app devono essere limitati a 30 caratteri. I metadati come i nomi delle app, i sottotitoli, gli screenshot e le anteprime non devono includere prezzi, termini o descrizioni non specifici per il tipo di metadati. I sottotitoli delle app sono un ottimo modo per fornire un contesto aggiuntivo alla tua app; devono seguire le nostre regole standard sui metadati e non devono includere contenuti inappropriati, fare riferimento ad altre app o fare affermazioni sui prodotti non verificabili. Apple può modificare le parole chiave inappropriate in qualsiasi momento o adottare altre misure appropriate per prevenire gli abusi.
  • 2.3.5: Rosetta rimossa come esempio: “Le app dovrebbero essere eseguite sul sistema operativo attualmente in vendita e potrebbero non utilizzare tecnologie obsolete o installate opzionalmente (ad esempio, Java).
  • 3.1.1: Chiarito che questi articoli devono essere venduti tramite acquisto in-app: “Carte regalo, certificati, buoni e coupon che possono essere riscattati per beni o servizi digitali possono essere venduti solo nella tua app utilizzando l’acquisto in-app.
    Chiarito il modo in cui le app possono consentire ai clienti di “dare la mancia” agli sviluppatori: “Le app possono utilizzare valute di acquisto in-app per consentire ai clienti di “dare la mancia” allo sviluppatore o ai fornitori di contenuti digitali nell’app.
    Eliminato: “Ricordati di assegnare il tipo di acquisto corretto o la tua app verrà rifiutata“.
  • 3.1.2: Chiarito come alcuni giochi possono offrire un abbonamento ad app e servizi di terze parti: “I giochi offerti in un abbonamento a un servizio di giochi in streaming possono offrire un unico abbonamento condiviso tra app e servizi di terze parti; tuttavia, devono essere scaricati direttamente dall’App Store, devono essere progettati per evitare pagamenti doppi da parte di un abbonato e non devono svantaggiare i clienti non abbonati“.
  • 3.1.3: Chiarito a cosa possono accedere gli utenti aziendali e quali metodi di acquisto possono utilizzare: “Servizi aziendali: se la tua app viene venduta direttamente da te solo a organizzazioni o gruppi per i loro dipendenti o studenti (ad esempio database professionali e strumenti di gestione della classe), puoi consentire utenti aziendali per accedere a contenuti o abbonamenti acquistati in precedenza. Le vendite di consumatori, utenti singoli o famiglie devono utilizzare l’acquisto in-app.
    Terminologia modificata da “esperienze da persona a persona” a “servizi da persona a persona” per chiarire che i servizi forniti da un individuo a un altro rientrano nell’ambito: “Se la tua app consente l’acquisto di servizi da persona a persona in tempo reale tra due persone (ad esempio tutoraggio di studenti, consulenze mediche, tour immobiliari o allenamento fitness), puoi utilizzare metodi di acquisto diversi dall’acquisto in-app per riscuotere tali pagamenti. I servizi uno-a-pochi e uno-a-molti in tempo reale devono utilizzare l’acquisto in-app.
  • 3.2.1: Chiarito chi può creare app per questi servizi. Opzione rimossa per utilizzare un’API pubblica: “Le app utilizzate per il trading finanziario, gli investimenti o la gestione del denaro devono provenire dall’istituto finanziario che esegue tali servizi“.
  • 3.2.2: Rimossa la sezione duplicata riguardante l’obbligo per gli utenti di eseguire azioni, che è completamente trattata da 3.2.2 (vi); rinumerato ex 3.2.2 (x).
  • 4.2.3: Chiarite le informazioni che alcune app devono divulgare: “Se la tua app deve scaricare risorse aggiuntive per funzionare all’avvio iniziale, rivela le dimensioni del download e avvisa gli utenti prima di farlo“.
  • 5.1.1: Ha chiarito che il gioco d’azzardo è un campo fortemente regolamentato: “Le app che forniscono servizi in campi altamente regolamentati (come servizi bancari e finanziari, assistenza sanitaria, gioco d’azzardo e viaggi aerei) o che richiedono informazioni sensibili sugli utenti devono essere inviate da una persona giuridica che fornisce i servizi e non da un singolo sviluppatore“.
  • 5.1.2: Aggiunto: “Devi ricevere un’autorizzazione esplicita dagli utenti tramite le API App Tracking Transparency per monitorare la loro attività. Ulteriori informazioni sul monitoraggio.

Quest’ultima norma è forse la più importante. Si riferisce all’obbligo di chiedere il consenso esplicito dell’uso dei dati di tracking per le app che li usano, come Facebook. L’opzione diventerà attiva a partire da iOS 14.5.

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