L’AirTag smontato da iFixIt. A sinistra un Tile Mate e a destra un Galaxy SmartTag
L’AirTag smontato da iFixIt. A sinistra un Tile Mate e a destra un Galaxy SmartTag

L’AirTag, dopo due anni di attesa, è ufficialmente in vendita. Il sensore per ritrovare gli oggetti si integra molto bene con i dispositivi Apple. Ma nello specifico come riesce a farlo?

Per rispondere a questa domanda il team di iFixIt lo ha smontato come da tradizione, scoprendo il suo contenuto. La prima cosa che si nota riguarda le dimensioni: l’AirTag è più piccolo del Tile Mate e del Galaxy SmartTag.

Tutti e tre hanno un vano batterie con una batteria a bottone sostituibile facilmente dal proprietario.

Una volta smontato l’AirTag si nota che l’hardware è distribuito su una scheda circolare con un buco al centro. Pare che la decisione di questa distribuzione serva ad amplificare l’audio nel corpo del dispositivo, consentendo al piccolo speaker di essere più udibile.

Sulla scheda logica, formata da più strati, troviamo un chip U1 ultra-wideband, il bluetooth/NFC, una memoria da 32 MB, un amplificatore audio digitale, un sensore contro il sovravoltaggio e una serie di convertitori.

Per quanto riguarda la riparabilità del dispositivo, iFixIt invita a non farsi illusioni. Tutto ciò che è semplice da riparare è la batteria. Il resto è tenuto insieme dalla colla. Nel caso si rompesse, quindi, l’unica cosa più semplice da fare è comprarne un altro. Non vale la pena ripararlo.

Trovate l’AirTag su Amazon. Il costo è di 35 € per la singola unità e 119 € per il pacco da 4 unità.

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