La Storia di Lisey
La Storia di Lisey

Sono un grande fan di Stephen King. Ho la maggior parte dei suoi romanzi e ne ho letti un po’. Purtroppo “La Storia di Lisey” non è tra quelli che ho letto, ma prima o poi recupererò.

Il romanzo uscì nel 2006. Pare che l’idea venne a King dopo il suo ricovero per una polmonite acuta nel 2000. Quanto si riprese e tornò a casa trovò il suo studio ripulito e tutti i suoi documenti suddivisi in alcuni scatoloni. In pratica si stavano preparando per la dipartita del noto scrittore.

E in effetti “La Storia di Lisey” racconta qualcosa del genere. Lisey (l’attrice Julianne Moore) si ritrova vedova dopo l’omicidio di suo marito Scott Landon (l’attore Clive Owen). Nome che è probabilmente un omaggio a Jack London, scrittore del celebre romanzo Zanna Bianca.

Scrittore di enorme successo, Landon ha scritto romanzi che pare siano molto apprezzati tra chi soffre di disturbi mentali. Infatti il suo carnefice è proprio uno dei folli fan di London.

Nella trama si scopre poi che lo stesso Scott Landon non è molto stabile mentalmente. La sua infanzia è segnata da numerosi drammi e violenze, tanto da averlo portato a crearsi una sorta di oasi mentale chiamata Boo’ya Moon. I libri di Landon prendono ispirazioni proprio dai viaggi in questa sorta di universo parallelo, dove gli incubi e la morte si incontrano.

Sarà la morte del marito a spingere Lisey a ottenere la capacità di poter visitare Boo’ya Moon. Ingresso ottenuto forse proprio dal dramma della scomparsa improvvisa del marito. Il tutto è condito dalle continue minacce, che poi si tramutano in violenza, dello squilibrato Jim Dooley (l’attore Dane DeHaan) che vuole i racconti non ancora pubblicati di Scott Landon.

“La Storia di Lisey” è tratto da un romanzo di Stephen King, ma King ne ha curato anche la sceneggiatura. La regia è invece curata da Pablo Larraín, mentre la fotografia da Darius Khondji. Ma alla fine com’è questo telefilm?

Dovete sapere che i libri di Stephen King sono magnifici sulla carta, ma soffrono da sempre della poca resa negli adattamenti cinematografici. Mentre leggendo le pagine dei romanzi formerete una sorta di affezione alla storia e ai personaggi, di solito i film e telefilm si trasformano in cazzate clamorose. A mente le rare eccezioni che non soffrono di questa sorta di “maledizione” sono le trasposizioni cinematografiche di 22/11/63 e il secondo IT.

“La Storia di Lisey” invece sembra soffrire della maledizione, che altro non è la difficoltà di condensare centinaia di pagine in poche ore di riprese. Il telefilm è formato infatti da 8 episodi.

Il problema è che il racconto a volte diventa caotico. La sceneggiatura dà per scontato informazioni che potrebbero servire a capire meglio la storia. Forse il fatto che Stephen King abbia curato il romanzo e l’adattamento della sceneggiatura non è stato poi così positivo. È come se King sapesse delle informazioni presenti nel libro e le avesse date per scontate nella sceneggiatura.

Quindi si va avanti a seguire le puntate semplicemente per tentare di capirci qualcosa. Alla fine ci si arriva pure, ma ciò che resta della storia non è abbastanza epico da giustificare l’attesa.

Di certo la cura della fotografia e della regia rendono le varie puntate belle da vedere. I viaggi verso Boo’ya Moon si trasformano in un’esperienza fantasy. C’è anche la tensione del racconto e alcune scene di una violenza gratuita che potrebbero anche infastidire.

Su Rotten Tomatoes, il social network sulle preferenze cinematografiche, “La Storia di Lisey” ha collezionato un punteggio non molto entusiasmante. Appena il 54% delle preferenze. Quanto basta per far considerare questo telefilm un mezzo flop.

Se siete amanti dei romanzi di Stephen King e avete già letto il libro, trovate “La Storia di Lisey” su Apple TV+.

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