Avete notato che quest’anno non sono arrivate foto dalle fabbriche cinesi in riguardo l’iPhone 13? Questa sorta di rituale è andato avanti per anni. Apple a quanto pare è riuscita a far implementare un sistema di sorveglianza e controllo abbastanza rigido da evitare il fenomeno.

Fino allo scorso anno potevamo incontrare in rete foto di componenti fotografati o addirittura sottratti alle linee di produzione. Quest’anno ciò che abbiamo sono al massimo delle ricostruzioni sotto forma di mockup derivati dai racconti orali. Fortunatamente non è possibile cancellare la memoria di ciò che si è visto.

Per rincarare la dose sulla segretezza, Apple si sta muovendo anche in ambito legale. Come riporta Vice, infatti, la società ha fatto causa a un negozio cinese che nel 2019 aveva acquistato un prototipo di iPhone.

Il dispositivo era stato sottratto nella fabbrica di Foxconn in Longhua (Shenzhen) e venduto a Jin Store. Il negoziante ha poi fotografato il tutto e condiviso sui social network.

Ora Apple, mediante gli avvocati di Fangda Partners, ha fatto causa al negozio per aver acquistato merce rubata e intimato di non poter più acquistare, pubblicizzare e vendere prodotti rubati di Apple.

Muovere la questione in ambito penale consente ad Apple di attuare una strategia molto chiara: scovare la talpa. Avere una causa legale in campo consentirà ad Apple a convincere Jin Store a farsi consegnare il nome della persona che ha rubato il prototipo dalla fabbrica e ricostruire tutto il sistema, per poi trovare le falle di sicurezza e tapparle.

Avere una causa penale in corso consente anche di avere un deterrente e indicare a tutti i potenziali furbetti di non azzardarsi a rubare o condividere segreti della società. In pratica ottenere anteprime sui prodotti Apple diventa sempre più difficile, con somma gioia di chi non ama gli spoiler.

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