AirPods aggiornamento

Si è sempre parlato del minimalismo di Apple nel realizzare i suoi prodotti. È un principio molto interessante, conosciuto anche come principio di Pareto, dove l’80% del valore viene generato dal 20% del prodotto. Quindi si tende a fornire quel 20% ottimizzando i costi.

Il problema è che durante questa ottimizzazione si lima così tanto quel 20% da mettere a repentaglio l’esperienza utente. Uno degli esempi che si possono fare è l’aggiornamento delle AirPods.

Aggiornare gli auricolari di Apple non è molto semplice. Al momento l’unica cosa che si può fare è favorire l’aggiornamento, ma non avviare l’aggiornamento.

In pratica si può creare l’ambiente ideale per convincere i server di Apple per passare l’update negli iPhone e nelle AirPods in questo modo:

  1. Prendere le AirPods e metterle alle orecchie
  2. Mettere la custodia sotto carica
  3. Accertarsi che l’iPhone sia sotto rete WiFi
  4. Riposizionare le AirPods nella custodia e chiudere il coperchio
  5. Lasciare l’iPhone e le AirPods vicini

Quindi bisogna poi attendere e sperare che l’alcova dell’update abbia dato i suoi frutti, altrimenti bisogna riprovare finché questi non avviene.

Si potrebbe risolvere con un’app dedicata alle AirPods. Il problema è che gli auricolari sono utilizzabili anche con i dispositivi Android, quindi Apple dovrebbe fornire l’app anche per il sistema operativo di Google. Sono tutti costi di sviluppo di cui l’azienda non vuole farsi carico, nonostante le vendite delle AirPods ormai generino miliardi di $ di fatturato ogni anno.

Secondo StatsPanda se le AirPods fossero un’azienda a se stante sarebbero quasi al pari di Netflix per fatturato, con i 23 miliardi raccolti nel 2020.

Di recente la società ha fornito un tool di aggiornamento forzato, ma è solo per i centri tecnici in grado di accedere al software Apple Service Toolkit 2. Questo sistema permette di aggiornare forzatamente le AirPods, ma anche il MagSafe Battery Pack e il cavo di ricarica MagSafe.

Quindi uno strumento esiste, ma Apple non vuole integrarlo in iOS. Al momento per noi comuni mortali non resta che creare l’ambiente ideale per l’aggiornamento e attendere. Attendere sempre.

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