Presentazione di FaceTime
L’espressione colorita che Steve Jobs usò quando vide FaceTime la prima volta 3

Al giorno d’oggi siamo abituati a effettuare videochiamate un po’ con diverse app. Usiamo di solito WhatsApp, Instagram, Telegram e per chi usa iOS l’ottimo FaceTime. In pochi secondi possiamo guardare l’interlocutore posto ovunque nel mondo e soprattutto gratis. Ma ci fu un’era prima della presentazione di FaceTime dove le cose erano molto diverse.

C’è una cosa di cui Apple ci ha liberati e di cui dovremmo ringraziarla un po’ di più: le videochiamate a pagamento. Prima della presentazione di FaceTime, infatti, le videochiamate si pagavano ed erano anche molto costose.

Quanto costano le videochiamate?

A oggi si può videochiamare gratis grazie all’uso di internet. Ovviamente bisogna pagare un piano che includa la navigazione dati o avere l’accesso al WiFi. Prima della presentazione di FaceTime, però, si pagava ogni singolo minuto di videochiamata.

Lo ricordo bene perché agli inizi degli anni 2000 pagai a caro prezzo una breve videochiamata. Usai il mio Nokia 6630, che tra l’altro non aveva la fotocamera anteriore, per videochiamare un parente.

Il costo della videochiamata era di 15 centesimi di scatto alla risposta e poi ben 1,20 € al minuto. La tecnologia faticava a decollare proprio per questo. Oltre a dover comprare un costoso cellulare di ultima generazione, bisognava pagare le chiamate a caro prezzo.

Poi nel 2010 venne Apple con FaceTime, presentato durante il lancio di iOS 4. Un anno prima della presentazione di iMessage. Per la prima volta era possibile videochiamare usando il WiFi di casa o la connessione 3G, anche se all’epoca i pacchetti dati erano meno generosi.

Da allora questa tecnologia si è diffusa su varie piattaforme, fino all’arrivo dei noti software di meeting a distanza.

L’espressione colorita di Steve Jobs

FaceTime di gruppo

Durante il podcast Techmeme, con titolo “Inventing FaceTime And iMessage With Apple Engineer Justin Santamaria” (lo trovate qui), l’ingegnere Justin Santamaria ha raccontato quando effettuò la prima demo di FaceTime a Steve Jobs.

Santamaria entrò in Apple nel 2003 e presto fu spostato al team di iChat. Nel 2009 fu responsabile degli ingegneri del team di interfaccia utente di alcuni servizi da integrare nell’iPhone, come le app di Telefono, Messaggi e FaceTime.

Ecco cosa racconta di quel giorno:

Ero nell’ufficio del mio capo con una squadra… e qualcuno era in un altro ufficio e altri erano in un altro ufficio. Stavamo usando quattro computer impostati per la demo, e ricordo che mi era stato detto che qualunque cosa fosse successa, dovevo fingere che stesse andando bene. Era un software beta, settimane prima del rilascio, sai (…) quando FaceTime ha fatto quel suono “woom”, è stato allora che Jobs era uscito dal “woom” nella vista 3D, e ricordo che Steve disse: “Oh mio dio, con questa cosa farò in modo che il pubblico venga nei pantaloni”.

Attualmente Santamaria lavora all’app Future. Una startup per il personal training a distanza, che fa uso di messaggi, monitoraggio dei parametri di allenamento e supporto audio con i consigli del coach.

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