Streaming Video
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Qualche mese fa vi avevo messo in guardia. Netflix stava provando ad aumentare i prezzi, bloccando la condivisione delle password. Il percorso di questa scelta era molto chiaro e vi misi in guardia: se non avessimo disdetto l’abbonamento in massa questo “esperimento” avrebbe dato il via libera agli aumenti di tutti gli altri servizi.

Ci fu chi disse che era giusto. Netflix aveva il diritto di aumentare i prezzi di quanto voleva. Qualcuno si mostrò anche concento. E quale è stato il risultato di questa esultanza nel pagare di più?

Il risultato è stato un aumento generale dei prezzi. Proprio ciò che avevo previsto.

Disney+

Disney+, al suo debutto, costava 69,90 € l’anno. Ora costa 89,90 € l’anno. Pochi giorni fa, però, c’è stato un ulteriore aumento.

Ciò che prima si otteneva per 89,90 € l’anno, ora lo si ottiene per 119,90 € l’anno. Se si continua a pagare 89,90 € si ottiene un piano depotenziato, chiamato Disney+ Standard, che arriva alla qualità di 1080p e 2 dispositivi in streaming contemporaneo e non più 4 dispositivi.

Si aggiunge un piano supportato dalla pubblicità, chiamato Disney+ Standard con pubblicità, che è praticamente quello Standard ma con dei contenuti pubblicitari. Il costo è di 5,99 € al mese, quindi 71,88 € all’anno.

Perché, dice l’azienda, “le persone amano la pubblicità”. Vabbè.

Apple TV+

Era il 2019 quando Apple portò l’abbonamento mensile di Apple TV+ da 4,99 € al mese a 6,99 € al mese. Ma visto che la concorrenza aveva aumentato i prezzi e gli utenti erano anche ben contenti di sborsare più soldi, ecco la scelta: portare i 6,99 € al mese a 9,99 € al mese a partire da questo mese.

Un aumento del 31% rispetto al piano precedente e ben il doppio rispetto al piano iniziale. Non so se i vostri stipendi in questi 5 anni sono raddoppiati, ma tant’è.

Netflix

Non contenta dell’aumento precedente, Netflix, raccolta la gioia degli utenti di pagare di più, ha deciso di rendere gli utenti ancora più contenti.

Negli Stati Uniti (al momento) il piano Premium passa da 19,99 $ al mese a 22,99 $ al mese. Il piano Basic passa da 9,99 $ al mese a 11,99 $ al mese.

In Italia la società ha deciso di eliminare il piano intermedio con pubblicità, quello da 8,49 € al mese, quindi al momento per vedere qualcosa senza pubblicità bisogna spendere un minimo di 12,99 € al mese.

Amazon Prime Video

La società di Bezos non ha aumentato direttamente i prezzi degli abbonamenti ad Amazon Prime Video, che è uno dei servizi compresi nel cappello onnicomprensivo di Amazon Prime.

Quest’ultimo, però, ha visto il costo dell’abbonamento aumentare da 36 € l’anno a 49,90 € l’anno.

Il cambio di strategia

Nel momento in cui vi scrivo ho abbonamenti attivi a:

  • Apple One, quindi Apple TV+
  • Amazon Prime, quindi Amazon Prime Video
  • Netflix
  • Disney+
  • Now
  • Paramount+

Vi chiederete come mai abbia tutti questi abbonamenti. La risposta è la possibilità di scegliere cosa guardare. Devo ammettere, però, che dopo questi aumenti la situazione diventa insostenibile.

Ci sono alcuni contenuti che possono essere visti in esclusiva solo su alcune piattaforme, quindi non sono disponibili su altre. Averle tutte, però, è diventato estremamente costoso.

Questo significa che gli utenti, anche quelli più volenterosi come me, devono scegliere. Non si possono avere tutti. Bisogna cambiare strategia.

La strategia che adotterò, e che vi consiglio di seguire, è di attivarli una alla volta. Quindi da questo mese vanno via almeno Apple One e Paramount+.

Significa che all’inizio del mese bisogna decidere quale dei tanti attivare e focalizzarsi quel mese su quel singolo abbonamento. Quindi se si hanno stagioni nuove di serie che si sta seguendo, vale la pena accumularle e guardarsele tutte in un singolo mese.

In questo modo, a rotazione, si recuperano tutte le serie o i film presenti sulle varie piattaforme. È vero, ci sarà una fase FOMO (acronimo per l’espressione inglese fear of missing out, lett. “paura di essere tagliati fuori”) da affrontare, ma è la scelta più saggia.

In questo modo con il budget medio di 10 € al mese si riesce a gestire i vari contenuti, anche perché fortunatamente le piattaforme prevedono di abbonarsi al singolo mese e non bisogna necessariamente comprare l’anno intero.

In questo modo mese dopo mese si guarderà tutto il contenuto, ma su ogni singola piattaforma e non più su tutte le piattaforme contemporaneamente.

In conclusione

  • I servizi di streaming video stanno aumentando i loro prezzi, creando un onere finanziario per gli utenti.
  • Netflix, Disney+, Apple TV+, e Amazon Prime Video hanno tutti annunciato incrementi tariffari.
  • Gli utenti devono ora pianificare una strategia per gestire i costi e accedere ai contenuti desiderati.

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5 Comments

  1. Premetto che ero uno di quelli che diceva (o se non l’ho scritto, certamente lo pensavo) che Netflix e soci non rappresentano un farmaco salvavita e pertanto non “devo” abbonarmi a uno di questi servizi, tantomeno devo fare la disdetta per “mettere in guardia” le altre piattaforme.

    Detto questo, la strategia che proponi mi sembra davvero un’ottima idea e andrebbe attuata a prescindere dai costi. Non so cosa ti ha ispirato, ma mi piace davvero tanto. Complimenti davvero

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