Privacy Shield

Probabilmente di recente state sentendo parlare molto del Privacy Shield voluto dall’AGCOM. Un sistema nato per contrastare la pirateria dei contenuti coperti da copyright. Si tratta del sistema anti-pezzotto che dovrebbe annullare i segnali dei contenuti in streaming, come le partite di calcio.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) lo ha costruito per funzionare proprio nel settore dello streaming. Di recente questa iniziativa ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sua efficacia e al potenziale impatto sui diritti individuali.

Ma cosa sta accadendo? Perché piovono critiche?

Come Funziona il Piracy Shield

Il Piracy Shield è una piattaforma che consente ai detentori dei diritti di segnalare trasmissioni non autorizzate. Una volta ricevuta la segnalazione, il sistema inoltra automaticamente l’avviso ai fornitori di servizi Internet (ISP) per il blocco del sito pirata entro 30 minuti tramite il suo indirizzo IP.

Il processo prevede che il detentore dei diritti di un evento (ad esempio, un evento sportivo) invii una notifica attraverso Piracy Shield, fornendo gli indirizzi IP o i nomi di dominio completi (FQDN) dei siti pirata insieme alle prove della violazione.

Gli operatori accreditati devono fornire una descrizione dettagliata del motivo per cui richiedono la rimozione del contenuto.

La piattaforma è ospitata sul cloud di Microsoft Azure ed è accessibile solo tramite VPN dagli operatori accreditati. Questi è progettato per gestire l’accreditamento di tutti gli operatori di contenuti che desiderano proteggere i propri diritti, sostituendo la necessità di azioni legali per rimuovere i contenuti piratati.

Include anche un sistema per lo sblocco dei contenuti e la segnalazione degli errori.

Le Critiche al Piracy Shield

Nonostante le buone intenzioni, il Piracy Shield ha attirato numerose critiche. Una delle principali preoccupazioni riguarda il recente hacking della piattaforma, che ha portato alla pubblicazione del suo codice sorgente su GitHub.

Questo incidente ha sollevato dubbi sulle reali intenzioni del sistema e sulla sua capacità di proteggere adeguatamente i dati degli utenti.

Molti sostengono che l’approccio draconiano del Piracy Shield non solo non riesca a combattere efficacemente la pirateria, ma mini anche i principi democratici fondamentali. Sono in aumento le lamentele di coloro che hanno visto i propri siti bloccati inavvertitamente, spesso a causa dell’utilizzo di Content Delivery Network (CDN) che ospitano sia contenuti legittimi che piratati.

Inoltre, il sistema sembra dare all’industria del copyright un potere sproporzionato nel controllare ciò che è disponibile online, presumendo la colpevolezza fino a prova contraria.

La mancanza di revisione giudiziaria o di supervisione, insieme all’enorme potere conferito a entità private, potrebbe avere un impatto negativo su diritti umani fondamentali come la privacy e la sicurezza.

Questo ha portato alcuni provider di servizi VPN, come AirVPN, ad annunciare che non accetteranno più utenti residenti in Italia a causa dei gravosi requisiti imposti dal Piracy Shield.

Casi di Blocco Errato

Purtroppo, il sistema Piracy Shield ha portato al blocco errato di alcuni siti web legittimi. Un esempio eclatante è avvenuto il 24 febbraio 2024, quando l’indirizzo IP 188.114.97.7 di Cloudflare è stato bloccato, colpendo decine di migliaia di siti web.

Gli utenti colpiti sono stati incoraggiati a presentare moduli di reclamo all’AGCOM e a richiedere informazioni sui motivi del blocco ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA). Tuttavia, l’AGCOM si è mostrata riluttante a divulgare le ragioni del blocco di determinati siti, citando “opposizione motivata da parti controinteressate”.

Il regolamento consente ai soggetti di proporre un reclamo contro i blocchi eseguiti entro cinque giorni dalla pubblicazione dell’elenco dei blocchi sulla pagina internet presente.

Cloudflare incoraggia a presentare reclami agli indirizzi email tavoloantipirateria@agcom.it e agcom@cert.agcom.it.

Risposta delle Autorità e dei Detentori dei Diritti

Le autorità e i detentori dei diritti hanno risposto alle critiche sul Piracy Shield sottolineando l’importanza della collaborazione tra le varie parti interessate. 

L’Agenzia Nazionale per la Cyber Security, la Guardia di Finanza, la Polizia Postale e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno lavorato insieme per garantire il corretto funzionamento della piattaforma.

La Lega Serie A ha rilasciato una dichiarazione assicurando la funzionalità e la sicurezza del Piracy Shield, affermando che continueranno a combattere l’IPTV illegale e a proteggere il futuro del calcio. Il primo grande test per la piattaforma è stato la partita Inter-Juventus e la sfida Lecce-Fiorentina del 2 febbraio 2024.

Conclusioni e Considerazioni Future

In sintesi, il Piracy Shield, sviluppato da AGCOM per combattere la pirateria online, ha sollevato numerose preoccupazioni riguardo alla sua efficacia e al potenziale impatto sui diritti individuali. 

Nonostante le buone intenzioni, il sistema ha portato al blocco errato di siti web legittimi, sollevando dubbi sulla sua capacità di proteggere adeguatamente i dati degli utenti e sui principi democratici fondamentali.

Le autorità e i detentori dei diritti hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra le varie parti interessate per garantire il corretto funzionamento della piattaforma.

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