Il primo brevetto Apple su un telefono pieghevole porta la data del 6 luglio 2011. Il telefono che lo mette in pratica, iPhone Duo, si compra dal 23 ottobre 2026. In mezzo ci sono quindici anni, otto generazioni di pieghevoli Samsung, un Galaxy Fold rotto in mano ai recensori e una domanda che ogni anno tornava uguale: perché la strategia di Apple sembra sempre arrivare dopo?

La risposta più diffusa è che Apple aspetti la maturità del mercato. È una spiegazione comoda e spiega poco: Vision Pro è arrivato nel 2024 su un mercato che maturo non era, e Apple l’ha portato lo stesso. Il criterio vero è un altro, e la strategia di Apple lo ripete da cinquant’anni: si entra quando il prodotto supera la soglia di qualità che l’azienda si è data. Non quando il mercato è pronto ad assorbire qualsiasi cosa. Il pieghevole non è un caso di ritardo, è un caso di attesa. E l’attesa, per chi arriva secondo, è la parte difficile da spiegare.

iPhone Duo nelle due finiture ufficiali
iPhone Duo in Star White e Night Sky. Foto: Apple.

Perché “il mercato è maturo” non spiega niente

Il caso Vision Pro smonta la teoria da solo. Quando il visore è arrivato negli Stati Uniti il 2 febbraio 2024, a 3.499 dollari, il mercato dei visori era tutto fuorché maturo: i concorrenti di Meta e HTC erano confinati ai videogiochi e non avevano mai trovato un pubblico di massa. Lo raccontava Reuters nei giorni del lancio. Se la regola fosse “si entra a mercato maturo”, Apple quel prodotto non l’avrebbe mai fatto.

Vale anche al contrario. L’iPod è arrivato il 23 ottobre 2001 a 399 dollari, quando i lettori MP3 esistevano da tre anni: il Rio PMP300 era sul mercato dal settembre 1998, a circa 200 dollari. La stampa specializzata parlava già di concorrenza affollata. Non un mercato da scoprire, insomma. Eppure quel mercato Apple l’ha preso in due anni, perché portava in tasca mille canzoni e un modo di sincronizzarle che gli altri non avevano.

La variabile non è il mercato. È cosa succede dentro il prodotto.

La soglia, in pratica

La soglia è il punto in cui un prodotto fa davvero quello che promette, per come lo promette. Nel caso dell’iPhone Duo si vede bene: IP68, cioè resistenza all’acqua fino a 6 metri per 30 minuti, contro l’IP48 del Galaxy Z Fold 8. Poi cerniera di precisione, scocca in titanio, display interno con nanotexture che riduce i riflessi e rende quasi invisibile la piega. Sono dettagli che non fanno titolo e fanno la differenza fra un oggetto che dura e uno che si porta in assistenza.

C’è anche il rovescio della medaglia, e va detto: la fotocamera sotto il display interno è un compromesso. Ha apertura f/1.8 ma si ferma a 1080p, Apple non ne dichiara i megapixel e nei primi test la resa risulta morbida e velata. Samsung ci aveva provato per quattro generazioni, dal Fold 3 al Fold 6, e sul Fold 7 è tornata al foro nel display, come ricostruito da PhoneArena. Apple ha scelto di tenere lo schermo continuo e di pagare sul sensore, e lo ha dichiarato mettendo la videocamera FaceTime dietro il pannello.

Un prodotto finito è quello in cui i compromessi li sceglie chi lo progetta, non chi lo compra.

Galaxy Z Fold 8, Fold 8 Ultra e Flip 8 al Galaxy Unpacked 2026
Galaxy Z Fold 8, Fold 8 Ultra e Flip 8. Foto: Samsung.

Quando Apple non ha superato la soglia

La regola funziona anche al contrario, ed è qui che diventa credibile. Quando la soglia non viene raggiunta, il ritardo non diventa un vantaggio: resta un ritardo.

Il caso più pulito è HomePod. Annunciato il 5 giugno 2017 e in vendita dal 9 febbraio 2018 a 349 dollari, è arrivato su un mercato già maturo, quello degli speaker intelligenti, dove Amazon Echo era in casa dal 2014. Nelle prime dieci settimane di vendita negli Stati Uniti ha preso il 10% del mercato, contro il 73% di Amazon e il 14% di Google. I dati sono di Slice, ripresi da Fortune; Nel 2019 la quota di Apple negli Stati Uniti era al 6%, contro il 94% degli avversari sommati (CIRP). Il prodotto è stato ritirato dal listino nel marzo 2021. Il mercato era maturissimo. La soglia, quella volta, non è stata superata.

Un secondo caso riguarda un terreno più vicino: l’assistente vocale. Su Siri AI Apple arriva dopo gli altri e con un prodotto che l’azienda stessa ha dovuto rinviare, in Europa per il DMA e in parte anche negli Stati Uniti. Un ritardo che non produce vantaggio, perché non produce superiorità. La differenza fra i due ritardi, quello del pieghevole e questo, sta nel fatto che nel mezzo c’era un prodotto migliore.

Quindici anni di brevetti e una gara che Apple non corre

Il deposito del 2011 è il brevetto US8787016B2: display OLED flessibile, supporto metallico incernierato, il telefono che si chiude in due. È il più citato di tutta la famiglia, con 372 citazioni che arrivano anche da Samsung e LG. È stato usato come anteriorità per far rigettare 61 domande di brevetto concorrenti, come ricostruisce l’analisi di GreyB. Non è un’idea rimasta nel cassetto: è un’idea che ha condizionato quello che gli altri hanno potuto brevettare.

La cronologia successiva dice il resto. Nel deposito di brevetti si susseguono:

  • 2019, un sistema di riscaldamento del display per evitare crepe con il freddo;
  • 2021, una cerniera che fa ripiegare leggermente il telefono quando cade, per proteggere lo schermo;
  • poi, un display autoriparante con uno strato elastomerico che riempie i micrograffi;
  • 2026, anno del lancio, cerniere di nuova generazione, gestione attiva della tensione sul display e bordi curvi.

Nessuno di questi documenti è una dichiarazione di intenti: sono pezzi di prodotto.

Nel frattempo i concorrenti correvano. Il Galaxy Fold è stato annunciato il 20 febbraio 2019, doveva uscire il 26 aprile e non uscì. Il 22 aprile Samsung rinviò il lancio dopo che su circa 50 esemplari distribuiti alla stampa quattro si erano rotti o avevano iniziato a sfarfallare, come ricostruisce Wikipedia sulla cronaca di quei giorni. La vendita partì il 6 settembre 2019 in Corea, poi nel resto del mondo. Da quel primo modello a oggi Samsung ha messo in vendita otto generazioni di Fold. Apple ne vende una.

Su melamorsicata.it si parlava di un iPhone pieghevole in test già a gennaio 2021, quando il progetto era ancora un cantiere aperto, e un anno prima circolavano i primi rendering di un iPhone pieghevole stile Duo. Nelle stesse settimane i concorrenti acceleravano, perché i brevetti rendevano chiaro che qualcuno stava lavorando a una soluzione diversa dalla loro. Chi arriva secondo deve dimostrare che valeva la pena aspettare.

image 5
Foto del primo Samsung Fold

Chi paga il conto dell’MVP

Qui si arriva al punto che riguarda anche chi legge. Il metodo oggi dominante nel software si chiama MVP: si mette sul mercato la versione minima che risolve un problema e si itera grazie al feedback di chi la usa. È un metodo intelligente, ha prodotto servizi che nessuno saprebbe più abbandonare, e ha un costo nascosto che quasi mai finisce nelle slide: l’incertezza la paga il cliente. Chi compra un prodotto al primo giorno di vita non compra un prodotto, compra un abbonamento al rodaggio.

Apple fa l’operazione opposta e se la fa pagare. Tiene il rischio dentro l’azienda per quindici anni, spende in prototipi, brevetti e prove che non escono da Cupertino, e quando entra nel mercato chiede un prezzo che comprende tutto quel lavoro. La logica del prezzo, in questo caso, non è solo margine sui componenti: è il costo di un beta testing che il cliente non farà mai. Per questo chi compra Apple non compra hardware: compra il diritto di non essere lui il collaudatore.

La conseguenza si vede nei numeri dell’industria e nella testa di chi compra. Chi si è abituato a un prodotto che funziona come promesso difficilmente accetta di tornare indietro.

La gara che Apple non corre è quella di chi arriva primo. Partecipa a un’altra, dove non conta la data del lancio ma quante volte un cliente deve pentirsi di aver scelto quel prodotto.

Le domande più comuni

Perché Apple arriva sempre tardi in un nuovo mercato?

Perché la strategia di Apple non misura il tempo da quando un mercato nasce, ma da quando un prodotto è in grado di rispettare gli standard che l’azienda si è data. Quando quegli standard non vengono raggiunti, il lancio può anche avvenire, ma non produce vantaggio: è il caso di HomePod, arrivato su un mercato già maturo con un prodotto che non ha superato la soglia.

Quanti anni ha impiegato Apple per il primo iPhone pieghevole?

Il primo brevetto è stato depositato il 6 luglio 2011, mentre iPhone Duo è in vendita dal 23 ottobre 2026: quindici anni fra l’idea brevettata e il prodotto sugli scaffali.

Samsung è arrivata prima con i pieghevoli?

Sì, con sette anni di vantaggio commerciale: il primo Galaxy Fold è stato annunciato a febbraio 2019 e venduto da settembre dello stesso anno. In quel periodo Samsung ha collezionato otto generazioni, mentre Apple ha presentato un solo modello.

La fotocamera sotto il display dell’iPhone Duo è un passo indietro?

È un compromesso. Apple ha scelto uno schermo interno senza fori e ha accettato una videocamera meno capace, ferma a 1080p e senza megapixel dichiarati. Samsung aveva fatto la stessa scelta per quattro generazioni, dal Fold 3 al Fold 6, per poi tornare al foro nel Fold 7.

Lascia un commento

Cosa ne pensi?