Le mie impressioni sull’Apple Watch serie 3

Apple Watch

Probabilmente molti di voi mi seguono da abbastanza tempo da ricordare le mie impressioni sul primo Apple Watch. Quello che è stato chiamato serie 0, per via dell’arrivo di una versione con processore aggiornato chiamata serie 1, mi apparve una buona idea, ma non forniva l’esperienza utente tipica di Apple.

Le pecche principali che registravo erano collegate alla velocità. Il dispositivo impiegava qualche secondo in più del dovuto per rispondere ai comandi vocali. Neanche l’arrivo di watchOS 2 risolse granchè e neanche le versioni seguenti. La verità era una sola: l’hardware non era sufficientemente potente.

Sta di fatto che ho continuato ad usarlo tutti i giorni. Ho creato il mio set di app preferite. L’ho usato in palestra, per gestire velocemente le notifiche, per rispondere alle telefonate mentre guidavo e molto altro. Il dispositivo è diventato una parte del mio quotidiano nonostante tutto, perché ha dell’utilità.

Così approfittando dell’arrivo della serie 3, ho deciso di effettuare il passo e saltare di ben due generazioni. Avrei voluto prendere la versione LTE, ma come saprete in Italia non è in vendita, inoltre, anche se lo fosse stato probabilmente alla fine della fiera non l’avrei preso, perché bisogna pagare un’opzione mensile per usare la rete LTE.

Acquistare uno smartwatch da usare quanto vuoi è un conto, ma essere poi legati ad un abbonamento mensile per tutto il tempo che lo si utilizzerà diventa un elemento a sfavore. Se prendiamo in considerazione la tariffa di 4,99 € al mese, vociferata per l’Europa, si arriverebbe a 60 € ogni anno.

Alla luce del fatto che non esco senza iPhone e raramente mi trovo nell’esigenza di fare telefonate dal telefono, considerando che la connessione LTE consuma molto (il 9% ogni 10 minuti), si evince che il gioco non vale la candela.

Come saprete Apple attualmente ha in catalogo l’Apple Watch serie 1 e serie 3, saltando la serie 2. Quasi sicuramente quest’ultimo modello è disponibile presso venditori terzi. Ho deciso di passare direttamente alla serie 3, invece di puntare alla più economica serie 2, per la fame di velocità.

Il processore S2 rispetto alla generazione S1 fornisce il 50% di potenza in più. La generazione S3, disponibile nell’ultimo smartwatch, fornisce il 70% di potenza in più rispetto alla serie 2. Questo significa che passando dalla serie 0 alla serie 3 si ottiene un processore veloce circa il triplo. Era un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire.

In effetti l’aumento della memoria RAM e la potenza di calcolo si notano. Ora le applicazioni si aprono in pochi istanti, anziché costringere all’attesa. Inoltre il passaggio da un’app all’altra è molto veloce. Con la serie 0 a volte assistevo a delle chiusure inaspettate delle app, dovute ad una saturazione della memoria. Con la serie 3 questo non è mai successo.

Anche l’uso di Siri è migliorato. L’assistente è ancora molto legato all’iPhone, visto che usa la rete per funzionare, ma il comando “Hey Siri” è più efficace. Utile la capacità di risposta vocale di Siri, elemento assente nella serie 2, ma non si nota un aumento di intelligenza dell’assistente, che ha lo stesso grado di comprensione di quello nel telefono.

Un altro aspetto positivo è la batteria. Con la serie 0, effettuando periodicamente attività fisica, difficilmente arrivavo a fine serata con l’autonomia della batteria. Con la serie 3, invece, arrivo a coprire ben due giorni. Da una recente prova, con una carica completa, dopo due giorni sono arrivato a fine serata con il 17% di carica residua, effettuando anche attività fisica. Nello specifico ho usato lo smartwatch per 5 ore e 56 minuti, con 1 giorno e 13 ore di standby.

Inoltre ho notato una risposta migliore del 3D Touch. Prima la pressione sullo schermo doveva essere più decisa. Con l’ultima generazione serve una pressione più lieve. È a suo vantaggio anche la resistenza all’acqua. Spesso ho usato la serie 0 in acqua, al mare come in piscina, e sempre sotto la doccia. Tutte le volte con un leggero timore di vedere entrare dell’acqua.

La serie 3, invece, resiste fino a 50 metri di profondità e questo mi permette di usarlo in acqua senza timori. Un sistema di pulizia dello speaker, che si richiama dal Centro di Controllo, usa delle micro vibrazioni per espellere i liquidi.

Tra le altre differenze, che potremmo definire minori, c’è il cavo di ricarica che è più corto rispetto a quello della serie 0. Inoltre nella confezione manca l’astuccio in policarbonato. Il taglio del prezzo del dispositivo ha portato al taglio anche di questi accessori ritenuti superflui.

L’acquisto dell’Apple Watch serie 3, quindi, è stato piuttosto sensato. Ne ho guadagnato in autonomia della batteria, potenza e resistenza all’acqua. Il livello di utilità resta quello di sempre, ma questo è migliorabile solo se gli sviluppatori creeranno app utili. Lo consiglio per chi non lo ha mai avuto oppure ha una serie 0 o 1. Chi ha una serie 2 probabilmente non incontrerà molte differenze.

  • Ivo Trevisani

    Ciao,
    un’informazione. Se lo compro in Svizzera con la funzione LTE posso usarlo tranquillamente in Italia (ovviamente senza LTE) o posso incontrare dei problemi?
    Grazie e complimenti per il blog
    IVO

    • Che senso ha pagarlo di più avendo una funzione che poi non puoi utilizzare?

      • Bhe’ anche comperando iphone 8 lo paghi di piu’ ma non lo ricaricherai mai a induzione solo pochi compereranno la base ma sfido che verra usata spesso.

      • vincy78

        Io ho preso un 8 Plus. Ho acquistato la base Belkin per casa e per lo Studio una lampada Ikea con ricarica e una base della Aukey. Io la trovo una funzione molto utile anche se al momento un po’ lenta. Quando mi serve una ricarica veloce (raro vista la durata della batteria) uso ricaricatore MacBook

  • Francesco Lucchiari

    Anche il mio serie 2 durava due giorni pieni fino al passaggio a watchOS 4 ?? purtroppo devo dire che ha ridotto di mezza giornata almeno l’autonomia che possedeva prima, costringendomi a ricaricarlo quasi ogni giorno

  • Danielito

    Leggevo sul sito Apple che il Serie 3 resiste fino a 50 metri di profondità ma non è adatto alle immersioni… Un controsenso? O_o

    • È una sorta di postilla per pararsi il didietro. Visto che non c’è un sistema che sa rilevare a quale profondità lo porti, nel caso entrasse l’acqua loro non te lo riparano. Perché metti che tu scenda a 100 metri invece di 50, loro non possono avvalorare che tu non abbia rispettato quel valore.

      • Danielito

        Quindi tecnicamente io che mi posso immergere fino a -30metri potrei usarlo senza problemi?

      • Esatto.

  • Se ti interessa ho un Serie 3 LTE e posso farti una recensione della parte telefonica 🙂

    • Salvatore Tortora

      a me interessa 🙂 dì pure

  • vincy78

    Stessa identica situazione per me. Sono passato dalla serie 0 alla serie 3. Mi sento solo di aggiungere a quanto scritto da te che con la serie 3 la rilevazione dei passi e delle calorie consumate è molto più accurata e precisa. Con la serie 0 c’erano giorni che non arrivano ai 30 minuti pur muovendomi tanto. Con la serie 3 non è mai successo ad esempio.

  • Salvatore Tortora

    Credete non arrivi mai in italia?