Apple spiega la privacy differenziale nel blog del Machine Learning

privacy differenziale

Qualche settimana fa Apple pubblicò uno studio sulle emoji più utilizzate in iOS. Nel rapporto appariva la classifica delle emoji più usate dagli utenti. Ma come ha fatto Apple a realizzare una classifica senza invadere la privacy degli utenti?

La risposta è il meccanismo della privacy differenziale introdotta con iOS 10. All’interno del recente post nel sito del Machine Learning di Apple, la società spiega nei dettagli come funziona il meccanismo della privacy differenziale e come consente di raccogliere dati macro rendendo impossibile risalire sulle preferenze dei singoli.

Il documento spiega che l’offuscamento del dato avviene sin dal dispositivo dell’utente. Qui avviene una sorta di scrematura di dati per inviare ad Apple un elemento che acquista senso solo se aggregato con altri dati.

Sparisce dal dato l’indirizzo IP, l’app usata per generare quel dato e altre informazioni. Il tutto arriva ai server della società e qui, dei software statistici, prendono in carico tutti i dati per ricavarne una proiezione generale.

Anche se si volesse prendere il singolo file che ha generato il dato macro, non si riuscirebbe a capire da quale dispositivo è partito e cosa contenesse. Questo permette di salvaguardare la privacy e i dati degli utenti, ricavando dati statistici ideali per migliorare i servizi, come Siri. Per approfondimenti basta leggere il documento di Apple.

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