Due grandi investitori di Apple chiedono uno studio sulle dipendenze generate dall’iPhone

dipendenti iPhone

Abbiamo trattato l’argomento sulle dipendenze dello smartphone molte volte in questo blog. Basti vedere un adolescente oggi: sempre attaccato allo smartphone in ogni istante. Nei cinema, mentre si guida, a scuola e in tante altre occasioni c’è sempre il pollice pronto per sfogliare i social network.

Se c’è una dipendenza del genere oggi, cosa saranno gli adolescenti tra 20 anni quando saranno adulti e dovranno, si spera, amministrare la società? Se lo sono chiesto due grandi fondi di investimento: La Jana Partners e la Calstrs, che insieme posseggono 2 miliardi di dollari in azioni Apple.

Per questo motivo le due aziende hanno scritto una lettera aperta dove si chiede ad Apple di attivare uno studio. Gli investitori hanno letto il libro iGen scritto da alcuni medici, tra cui il dottor Michael Rich del Center on Media and Child Health all’ospedale di Boston e l’Università di Alberta.

Dallo studio fatto su 2.300 insegnanti si evince che il 67% di questi è convinto che gli alunni si distraggono sempre di più, mentre il 75% di questi hanno serie difficoltà di concentrazione. Il 71% degli studenti spende più di 5 ore al giorno sui dispositivi elettronici e il 27% sono a rischio depressione.

Al di là del fatto che non solo Apple produce smartphone, sarebbe interessante avere uno studio indipendente realizzato da una comunità mondiale di scienziati. L’obiettivo degli investitori è vedere più strumenti nel Controllo Parentale per evitare che i giovani usino troppo lo smartphone.

Ma è davvero dando la tecnologia a piccole dosi che si risolve il problema? Non sarebbe più interessante avere un percorso didattico in tutte le scuole che insegni agli studenti ad usare correttamente lo smartphone? Chiedere ad Apple di risolvere questo problema sociale e mondiale non credo sia sufficiente e porti a grossi risultati.

Al momento la società non ha risposto alla richiesta.

One Comment

  1. Si, sarebbe interessante avere numeri precisi. Ad ogni modo, quasi sempre più tempo passato sugli aggeggi tecnologici = meno tempo passato in compagnia, il che ovviamente significa che la tendenza è quella a diventare sempre più asociali, e quindi sempre più lontani da ciò che dovremmo invece fare, in quanto siamo esseri sociali.
    Personalmente vedo la tecnologia come una sfida per l’uomo, che dovrà fare lo sforzo di usarla solo quando gli serve, e quindi senza diventarne schiavo. In questo momento siamo molto lontani da questo obiettivo, ma sono positivo per il futuro.

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