Lo slowgate si trasforma in un’indagine penale in Francia

batteria iPhone 5S

Non si ferma la richiesta di risarcimento da parte di alcuni studi legali nei confronti di Apple. Ormai le class action contro la società, per la sua decisione di abbassare la potenza dei processori per aumentare l’autonomia (in caso di batteria usurata), hanno superato le 30 cause da altrettanti studi legali.

In Francia la cosa va leggermente peggio: non si richiede tanto un risarcimento, ma scoprire se c’è stata o meno l’applicazione dell’obsolescenza programmata. In pratica il DGCCRF (Direction Générale de la Concurrence, de la Consommation et de la Répression des Fraudes) vuole scoprire se Apple ha rallentato gli iPhone per convincere gli utenti a comprare un nuovo modello.

Se Apple dovesse essere condannata potrebbe vedere il carcere per alcuni manager, oltre al pagamento di una multa fino al 5% del fatturato totale annuale. In base all’ultimo bilancio consolidato, che riporta circa 230 miliardi di fatturato, si evince che la società potrebbe pagare oltre 10 miliardi di dollari.

L’indagine richiederà un bel po’ di tempo e il verdetto potrebbe arrivare solo tra qualche anno. Potrebbe essere una buona occasione per dimostrare che la società non ha mai attivato pratiche di obsolescenza programmata.

Di recente la società ha abbassato il prezzo di sostituzione della batteria degli iPhone a 29 €. A patto che siano iPhone 6 o superiori, solo per un cambio annuo e solo fino alla fine del 2018.

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