Le agenzie pubblicitarie accusano Apple di uccidere il settore

Estensioni Safari

Internet è nato in forma gratuita. Questo significa che i protocolli di navigazione sono disponibili per tutti, ma non si traduce con “in internet è tutto gratis”. Quando dietro un servizio c’è il lavoro di una persona, quindi l’impiego di tempo e risorse, in qualche modo quella persona merita un ritorno.

Se molti servizi on line sono gratis significa che qualcun altro li sta pagando per voi in cambio di qualcosa. Le stesse pagine di questo blog le stanno pagando per voi gli inserzionisti pubblicitari. In cambio sperano che qualche banner vi interessi tanto da convincervi a comprare un prodotto o un servizio.

Quando un sistema blocca questo flusso sorge un problema. Per esempio, come racconta Dennis Buchheim dell’Internet Advertising Bureau, Apple sta bruciando milioni di dollari nelle casse delle società di pubblicità.

Tempo fa l’azienda consentì di integrare gli ad blocker in Safari. Queste estensioni consentono di bloccare i banner nelle pagine. Di recente, invece, la società ha integrato il sistema Intelligent Tracking Prevention che evita il tracciamento della navigazione.

Questa raccolta di dati ferma l’uso del remarketing, vale a dire la proposta di prodotti presenti nelle pagine visitate. Uno strumento che aumenta la probabilità di effettuare degli acquisti.

Le prime aziende a pagarne le conseguenze sono già presenti. Criteo, per esempio, ha annunciato che chiuderà dei canali pubblicitari perchè le sue entrate si sono ridotte del 22%. Molte altre aziende, dichiara Dennis Buchheim, stanno subendo la stessa sorte.

E se non circoleranno più sistemi pubblicitari cosa ne sarà dei servizi gratuiti? Il settore saprà evolversi verso forme diverse per attrarre clienti oppure saremo costretti a pagare per ogni servizio?

Cosa ne pensi?