Apple brevetta il trackpad virtuale

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La prima volta che vedemmo il trackpad in un Mac era il 1994. Il primo modello a possederlo era il PowerBook 520. Era una superficie molto piccola, associata a dei tasti e prendeva il posto di una pallina integrata nel computer.

Da quel momento il trackpad si è evoluto molto. Oltre a diventare più preciso, è cresciuto in dimensioni sempre di più, fino ad arrivare alle versioni più recenti che sono grandi e prive di pulsanti fisici. Grazie al sistema Taptic Engine, il clic sul trackpad è virtualizzato.

In futuro, però, questo strumento potrebbe essere virtualizzato del tutto. Non più una superficie ben delineata, con dell’hardware dedicato alla sua gestione, ma semplicemente un sistema che comprende dove sono state appoggiate le dita.

Apple, infatti, ha brevettato l’uso del trackpad virtuale. Il case del MacBook, in pratica, diventerà touchscreen mediante la mappatura delle dita. Utilizzando un sensore sarà possibile comprendere dove sono state appoggiate e spostate le dita, per spostare il puntatore di conseguenza.

Il brevetto risale al 2016 e al momento non sappiamo quando sarà applicato. La soluzione è di sicuro interessante.

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