Le mie impressioni sul Keynote Let’s take a field trip

Tim Cook

L’altro ieri si è tenuto il Keynote di Apple a Chicago. Si tratta della prima volta di una trasferta in città per tenere un evento ufficiale. La società si è recata presso la Lane Tech School per un evento della durata di circa un’ora e dal titolo “Let’s take a field trip”.

L’obiettivo della società è essenzialmente riconquistare quote di mercato perse per colpa di Google. La società di Mountain View, infatti, sta crescendo molto grazie alla diffusione degli economici tablet Chromebook. Questo mette in pericolo la crescita futura della base di utenti.

Se eserciti di bambini si abitueranno a Chromebook e ai sistemi operativi di Google (vedi Android), si rischia che si abituino a quei sistemi e non passino ad iOS. Per questo motivo la società ha deciso di rafforzare la sua presenza nel settore educativo, come fece già Steve Jobs sin dalla notte dei tempi in Apple.

Il Keynote del 27 marzo, quindi, aveva come obiettivo convincere scuole, insegnanti e studenti. Lo stile del Keynote ha visto l’uso di una grafica allegra, disegnata probabilmente con il nuovo iPad e un’Apple Pencil. La stessa Apple ha invitato alcune insegnanti, come Cathleen Richardson e Cassey Williams, per far passare un messaggio molto semplice: “nella mia scuola si usano iPad e tutti imparano meglio”.

Il “problema” di tutto questo è il target. Da un’occhiata al Keynote si nota subito che è tutto molto bello, ma come direbbe l’uomo della strada, da noi non arriverà mai. Si tratta di un ecosistema utile, bello, semplice da usare, ma destinato essenzialmente per quei paesi che credono nel sistema educativo.

Funziona in quelle nazioni che investono nelle scuole, dove curano gli edifici scolastici (basti vedere il sontuoso teatro della Lane Tech School), dove stabiliscono budget elevati per investire su ciò che conta davvero, vale a dire combattere l’ignoranza. Questo cancro che sta prendendo sempre più piede nella nostra società.

Credo che in Italia non si diffonderà a breve, perchè il nostro sistema di spesa accolla tutto il processo di insegnamento agli insegnanti e non alla scuola. Come indica l’OCSE, l’Italia è terzultima nella spesa in istruzione in Europa spendendo appena il 4% del suo PIL, superando appena Irlanda e Romania.

Probabilmente Apple riuscirà a riconquistare quote nelle scuole, ma solo in quelle con i muri belli, piene di materiali, con studenti in divisa e dai fondi elevati. A noi resta il caro e vecchio libro di carta, sperando che gli studenti riescano a trovare insegnanti appassionati in grado di aiutarli a combattere l’apatia.

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