L’Antitrust italiano multa Apple e Samsung per obsolescenza programmata

Vi ricordate dello slowgate? Apple attivò una funzione in iOS 11 in grado di salvaguardare l’autonomia della batteria, riducendo le prestazione negli iPhone dove la batteria si è deteriorata. Una funzione comunicata male, perché molte persone si sono trovate improvvisamente con l’iPhone più lento, anche se l’autonomia era migliorata.

Rilasciare un aggiornamento che rallenta lo smartphone di proposito è di per se sbagliato. Attiva l’obsolescenza programmata. La sensazione di avere uno smartphone ormai lento, tanto da spingerti a comprare un nuovo prodotto.

Nonostante Apple abbia poi spiegato il fenomeno e offerto il cambio della batteria a 29 €, in modo da ripristinare le performance del dispositivo, l’Antitrust italiano ha decido di diventare precursore del fenomeno e per la prima volta, a livello mondiale, arriva una multa per obsolescenza programmata.

Apple è stata condannata a pagare 10 milioni di euro. Samsung 5 milioni di € per le stesse pratiche. La società di Cupertino è stata multata il doppio perché, dichiara il Garante, non ha comunicato correttamente come si degradano le sue batterie, nonostante esista un’intera pagina dove si spiega tutto.

Secondo l’Antitrust sono stati violati gli articoli 20, 21, 22 e 24 del codice del consumo. Apple e Samsung hanno rilasciato aggiornamenti senza specificare che questi avrebbero rallentato i dispositivi, tra l’altro vietando di tornare alla versione precedente.

Ricordiamo che nel frattempo Apple ha posto riparo con iOS 12, migliorando le prestazioni di smartphone vecchi di 5 anni.

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