La confusione che regna nel piano commerciale di Apple

Mac e iPad 2018

In queste ore sto leggendo in giro degli articoli sulla perdita di innovazione in Apple. La critica più grande si ha per l’aggiornamento hardware di computer già esistenti, senza presentare qualcosa di realmente nuovo.

Di questo argomento me ne occupo ad ogni analisi dei Keynote di Apple, quindi non mi fermerò su questo punto. Quello che voglio far notare è la perdita della bussola nell’offerta commerciale. Confusione che si aggiunge a quella dei nomi degli iPhone che, come disse Phil Schiller, sono ispirati dai nomi delle auto sportive.

Ma analizziamo l’offerta commerciale attuale. In passato avevamo un portatile per la fascia consumer e una per quella professional. Stessa cosa per i computer desktop. Oggi abbiamo il MacBook Pro per la fascia professional, ma ben due computer per la fascia consumer che, di fatto, si somigliano molto.

Il MacBook fu aggiornato nel giugno 2017 e non ha visto refresh ieri. Offre uno schermo Retina da 12”, un processore Intel Core m3 da 1,2 GHz, 8 GB di RAM e disco SSD da 256 GB. Il tutto per 1.549 €. Pagandone 1.379 € abbiamo un processore Intel Core i5 e 128 GB con i MacBook Air. Se vogliamo 256 GB come i MacBook Air spendiamo 1.629 € ma lo schermo è da 13”.

In pratica spendendo poco meno di 100 € abbiamo l’equivalente del MacBook con un processore più moderno, il Touch ID e 2 porte Thunderbolt (contro 1 porta nel MacBook). Quindi perché mai comprare il MacBook? La società ha deciso di non cambiarne il prezzo.

Nello stesso momento dal lato desktop abbiamo due computer nella fascia professional (iMac Pro e Mac Pro) con il Mac Pro non aggiornato da 1777 giorni e dal prezzo invariato. Per la fascia consumer abbiamo l’iMac non aggiornato da 513 giorni e il Mac mini appena aggiornato.

Qualcosa del genere avviene anche tra i tablet. L’iPad Mini non è aggiornato da 589 giorni, lasciato un po’ al suo destino. Costa 439 €, ma spendendo 359 € (quindi di meno) si può avere un iPad con schermo più grande e processore migliore.

E se per 899 € possiamo comprare il modernissimo iPad Pro da 11”, per 739 € c’è il vecchio iPad Pro da 10,5” il cui prezzo non è stato toccato. È stato eliminato solo la versione da 12,9” e lasciata quella da 9,7”.

In pratica stanno aumentando i modelli per la stessa fascia di mercato per ogni categoria di prodotto. Cosa che Steve Jobs sistemò al suo ritorno in Apple. Prodotti che in realtà sono molto simili, il cui prezzo è quasi uguale ma le cui caratteristiche sono diverse.

Questo non fa altro che creare confusione tra gli utenti che ora devono verificare con cura le caratteristica di ogni prodotto e taglio, per osservare di non acquistare un prodotto vecchio ad un prezzo non il linea con il reale valore del dispositivo.

Acquistare un prodotto Apple genera un lungo percorso di riflessione. Una corsa ad ostacoli che non fa parte della vecchia filosofia del semplificare tutto per rendere l’acquisto più fluido.

2 Comments

  1. Da quando zio Steve ci ha lasciati la Apple sta lentamente tornando ad essere una azienda “standard”, pilotata sopratutto dalla fame di soldi e market placement, mettendo quindi in secondo piano l’esperienza utente e l’innovazione. Prima c’era l’iphone, uno, stop. Venduto allo stesso prezzo dell’anno precedente, con un design diverso e funzioni realmente innovative rispetto all’anno precedente. Adesso ne escono 3 ogni anno, con prezzi che aumentano vertiginosamente, con dimensioni che aumentano e si moltiplicano, con un design che cambia di una virgola rispetto all’anno precedente, con innovazioni che si stenta sempre di più a definire tali. Inoltre prima si manteneva tutto in assoluta segretezza per mantenere intatta la sorpresa e l’effetto “wow!”; adesso si sa tutto nei dettagli mesi e mesi prima. I keynote sono solo dei proforma. Stesso discorso per ipad, macbook, ecc…
    Adoro i prodotti Apple, tutti, ma di questo passo la magia che l’ha contraddistinta e resa unica negli ultimi 20 anni svanirà e resterà solamente una azienda tra le tante che produce devices.

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