Apple non potrà essere processata per il bug di FaceTime

FaceTime

Vi ricordate del bug che colpì FaceTime? Erano i tempi di iOS 12.1 e la società aveva attivato FaceTime di gruppo. Questa funzione, presentata nel corso della WWDC 2018, consente di effettuare video chiamate su FaceTime fino a 32 persone contemporaneamente.

Il bug appariva quando attivavamo una video chiamata di gruppo su FaceTime, per poi aggiungere altre persone in seguito. Di queste persone, con l’invito in attesa di una risposta, si poteva ascoltare l’audio anche se tecnicamente non avevano risposto alla chiamata.

Il tutto fu scoperto da un ragazzino di 14 anni che ricevette in cambio un contributo per i suoi studi al college.

Vista la falla, alcuni studi legali si organizzarono per una class action, come quello dell’avvocato Larry Williams II. Peccato che non si possa procedere con le azioni legali. La corte del giudice Lee Rosenthal, infatti, ha stabilito che non ci sono gli elementi per procedere con una class action.

Per esempio non ci sono prove che la falla abbia causato dei danni alla privacy degli utenti che vi hanno partecipato. Non c’è neanche la documentazione in grado di dimostrare che Apple era a conoscenza della falla e non l’abbia comunicato. Infine non ci sono prove che dimostrerebbero la negligenza di Apple nell’affrontare il problema.

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