Il tema del testamento digitale è ancora un elemento critico. Quando muore un parente diretto possiamo ereditare tutti i suoi contenuti digitali? Teoricamente no perchè sono contenuti personali. Ma c’è di vero che alcuni di questi contenuti hanno un legame sentimentale. Per esempio con le foto.

È il caso di Rachel Thompson che nel luglio del 2015 perse suo marito, Matt Thompson. La donna voleva accedere alle 4.500 foto e 900 video caricati nell’account iCloud di suo marito, in quanto formano la memoria digitale di alcuni momenti importanti della loro vita.

La donna, quindi, chiese ad Apple di avere accesso a quell’account, ottenendo ovviamente un diniego. Per Apple l’account è personale e non cedibile a terzi. La donna, quindi, si è rivolta al tribunale inglese.

Dopo 3 anni di battaglie legali ha ottenuto l’autorizzazione all’accesso al materiale online. Apple dovrà offrire l’accesso a quell’account per ottenere tutte le foto e video di suo marito. Ma resta una domanda: è giusto?

Teoricamente l’uomo non ha dato disposizioni per l’accesso al contenuto. Mettiamo caso che tra le foto vi fossero immagini di una vita parallela, con un’altra donna, di cui l’uomo non voleva far conoscere l’esistenza. Questo non potrebbe influenzare l’opinione di sua moglie e sua figlia? Non creerebbe un danno e un’invasione della privacy?

Sono fattori sui quali bisognerebbe riflettere, magari creando sistemi che offrano la possibilità, in caso di morte, di far accedere ai contenuti di una persona autorizzata all’operazione. In modo da palesare una preferenza per l’accesso o meno ai contenuti digitali. Un po’ come si fa attualmente per la donazione degli organi.

Ricordiamo che in passato ci sono stati altri casi del genere. Per esempio in Italia Leonardo Fabbretti richiese l’accesso ai contenuti digitali di suo figlio morto, ma anche in questo caso Apple rifiutò l’accesso all’account.

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