Apple spiega come preserverà la privacy degli utenti in Safari

Apple ucciderà la pubblicità online? Ce lo chiediamo già dal 2016, quando la società integrò un filtro anti pubblicità in Safari. Sono molti i servizi e i siti che vivono grazie alle pubblicità, come questo blog. È anche vero che esagerare con banner e tracciamenti non è eticamente giusto.

Per questo motivo Apple continua a sviluppare dei sistemi che da un lato non uccidano la pubblicità online e dall’altro proteggano la privacy degli utenti. A tal proposito la società ha anticipato a costa sta lavorando.

Dalla prossima versione di WebKit, il motore alla base di Safari, ci saranno dei sistemi anti tracciamento. La società sottolinea che questo non significa che per l’inserzionista diventerà impossibile scoprire dove vengono fatti gli acquisti, ma semplicemente non verrà tracciamento tutto il percorso che ha generato quell’acquisto.

Questo renderà impossibile comprendere esattamente quale profilo ha generato il clic sull’acquisto. Per consentire di avere dati statistici per costruire campagne pubblicitarie efficaci, la società consentirà di avere dati da 64 pubblicità al massimo e 64 conversioni in acquisti.

I dati saranno accessibili, inoltre, solo dai siti che realmente generano le campagne e non da terzi. Cioè questi dati non saranno acquisibili da aziende esterne alle campagne. Aziende che analizzano semplicemente i dati degli utenti.

Strumenti del genere renderanno impossibile la costruzione di profili di utenti e l’erogazione di pubblicità senza controllo. Per esempio come avviene con gli annunci politici dove si attribuiscono pubblicità di partiti in base alla tendenza verso determinati gusti (per esempio l’amore per le armi o la fede religiosa).

Al momento le aziende di pubblicità possono testare gli strumenti e ottimizzare il codice delle campagne, al fine di trarre il massimo beneficio quando i nuovi sistemi di tracciamento entreranno in funzione.

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