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Apple e altre 46 aziende contro il piano inglese di accedere ai messaggi degli utenti 2

Si chiama Ghost Protocol, protocollo fantasma, come il film con Tom Cruise del 2011. Si tratta, però, non di un’operazione dei servizi segreti, ma di una legge che obbligherà tutti gli operatori ad eliminare la cifratura end-to-end dai servizi, per consentire all’autorità inglese di leggere i messaggi degli altri tutte le volte che vogliono.

È una faccenda che la Gran Bretagna porta avanti da anni. I primi tentativi risalgono al 2015, all’epoca del governo Cameron. Dopo gli attentati a Londra, il governo stabilì che avendo accesso libero ai messaggi dei residenti può aiutare a scovare gli intrecci terroristici.

Ovviamente ne farebbero le spese anche le persone oneste. Se ci fosse un sistema per accedere ai messaggi, nessuno potrebbe garantire che tale sistema non sia accessibile anche da società private. Agenzie che potrebbero lavorare per conto di terze parti per scovare segreti industriali, preferenze religiose o sessuali, critiche verso potenti e così via.

Un giro di informazioni che potrebbe causare più danni che vantaggi. Per questa ragione 47 aziende, tra cui Apple, hanno firmato una lettera aperta per tentare di fermare la normativa. La lettera è indirizzata al CGHQ (Government Communications Headquarters).

Ma cosa farà Apple nel caso in cui la legge entrerà in vigore? Aprirà una backdoor in iMessage o abbandonerà la Gran Bretagna pur di difendere la sua idea di protezione della privacy degli utenti?

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