Alla base di iCloud anche tecnologie di Google e Facebook

Il servizio iCloud ha una storia lunga. Una storia che risale ai tempi del servizio .Mac. Nonostante tutti questi anni, Apple ha dovuto prendere in licenza tecnologie di terzi per scalare velocemente la piattaforma e offrirla a centinaia di milioni di persone.

Per esempio qualche anno fa abbiamo scoperto che alla base del cloud di iCloud, ci sono tecnologie e infrastrutture di Amazon e Microsoft, con supporto di AWS e Azure per sostenere i carichi di banda.

Ora scopriamo che per la versione web del servizio si usano componenti software di Google e Facebook. Questo non è per niente legato ai social network e all’attività di riaccolta dati delle due, come spiega Apple in un documento, ma semplicemente si usano dei Javascript creati da terzi.

Apple ha preso in licenza l’uso dei font, le librerie Javascript di Closure Library e jQuery Foundation di Google. Inoltre si usa l’infrastruttura JavaScript di Infrastructure Team di Facebook. Si usano anche elementi software creati da Adobe, Electronic Arts e Financial Times.

Tutti componenti che servono a far funzionare la web app e renderla accessibile in tutti i browser.

iCloud fu presentato nel 2011 prendendo il posto di MobileMe che fu presentato nel 2008 e .Mac che fu presentato nel 2002. Prima di .Mac c’erano una serie di servizi chiamati iTools presentati nel 2000.

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