L’app Wallet gestirà criptovalute in futuro?

L'app Wallet
L’app Wallet

Cosa sono le criptomonete? Per alcuni non esistono, per altri sono lo strumento per sfuggire dai controlli del fisco e per altri è la moneta ideale per truffare. In realtà dietro le criptovalute, così come con il denaro contante, c’è l’attribuzione di un valore ad una determinato oggetto.

Le banconote hanno un valore perchè in passato erano connesse automaticamente alla controparte in oro. C’è stato un periodo dove era possibile portarle in banca e ottenere l’oro corrispondente. In fondo la banconota come tale è nata come ricevuta per il deposito dell’oro in banca.

Oggi, invece, la connessione con l’oro non c’è più. C’è solo una convenzione. Un ente autorevole stabilisce un valore, la Banca Centrale, e la collettività rispetta quella decisione. Valore che può variare nel tempo per via dell’inflazione o deflazione, ma non addentriamoci troppo in questa direzione.

Nello stesso modo le criptovalute sono un oggetto, in questo caso virtuale, che ha un valore rispettato dalla collettività. La prima valutazione fu data il 22 maggio del 2010, quando Laszlo Hanyecz propose di scambiare 10.000 Bitcoin con due pizze. Così facendo la collettività stabilì che un Bitcoin valeva 0,003 $. Da quel giorno gli scambi avvennero partendo da quella base.

Visto che è una moneta decentralizzata e matematicamente finita, visto che non è possibile fabbricare più di 21 milioni, molti governi hanno posto dei ban alla loro circolazione nell’economia reale. Di fatto, data proprio la loro decentralizzazione, è praticamente impossibile cancellarli. Quindi prosperano comunque, anche se non nei mercati di scambio valute regolamentati.

come funziona il Bitcoin
come funziona il Bitcoin

Proprio per questa legislazione fumosa, Apple decise di non accettarle nell’App Store. La sezione 3 del suo regolamento si occupa di pagamenti. Fino al 2018 non era possibile creare app in grado di gestirle, poi ci fu un cambiamento.

La sezione 3.1.5(b) stabilisce che è possibile creare app in grado di gestire i wallet di criptovalute nell’App Store. È anche possibile creare app per lo scambio di valute o gestire le offerte di nuove criptovalute.

Quello che non si può fare è promettere criptomonete in cambio di azioni. Per esempio criptomonete in cambio di download dell’app. Inoltre la norma 2.4.2 vieta completamente il mining con i dispositivi di Apple, vale a dire usare la potenza di calcolo dei dispositivi per risolvere problemi matematici della blockchain e ottenere come premio criptomonete.

Questa apertura potrebbe avere anche altri seguiti. Durante un evento a San Francisco, infatti, Jennifer Bailey – capo di Apple Pay – ha dichiarato che la società sta tenendo sotto osservazione il fenomeno delle criptovalute con molto interesse.

Stiamo guardando il settore delle criptovalute. Crediamo sia interessante. Crediamo abbia molto potenziale nel lungo periodo.

Ha dichiarato la manager. In che modo la società intende utilizzare questa tecnologia? La prima ipotesi potrebbe portare a pensare ad una sorta di CryptoKit, vale a dire un framework in grado di gestire le valute digitali in iOS. Si potrebbe pensare anche ad un’integrazione nell’app Wallet, per poter gestire i vari wallet di criptomoneta.

Jennifer Bailey, capo di Apple Pay
Jennifer Bailey, capo di Apple Pay

Non è un’integrazione difficile. Se ricordate, qualche anno fa io e dei miei colleghi dell’Apple Developer Academy ci divertimmo a creare un wallet di criptomonete per iOS. Se ci siamo riusciti noi in un paio di mesi, credo che Apple possa farlo in tempi brevi.

Magari si può anche ipotizzare del supporto delle criptovalute con l’Apple Card. È un’ipotesi un po’ azzardata, ma esistono già delle carte che permettono di effettuare pagamenti usando a monte un wallet di criptovalute. Potrebbe capitare la stessa cosa anche in iOS.

Per esempio il sistema Apple Cash, che serve a scambiare denaro peer-to-peer tra privati, potrebbe consentire di integrare dei wallet di criptovalute e spostare denaro con la blockchain, convertirlo in denaro corrente e viceversa.

Al momento si tratta solo di ipotesi, quindi non ci sono elementi per figurare prodotti reali. L’azienda potrebbe anche decidere di non adottare questa tecnologia dopo il suo ciclo di analisi. Sta di fatto che se lo facesse, come avviene spesso con le tecnologie usate dalla società, tutto il settore beneficerebbe della spinta di questa scelta. Staremo a vedere come si evolve la faccenda.

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