C’è questa trasmissione televisiva che va in onda su UBA Network da oltre 15 anni e si chiama The Morning Show. Una sorta di Uno Mattina, ma con molto più successo e pubblico, che ha come slogan “la vita di persone che aiutano gli Stati Uniti, si svegliano al mattino e si scontrano contro sfide uniche”.

È l’inizio della serie televisiva di punta di Apple per il suo nuovo servizio di streaming video Apple TV+ (di cui trovate la mia recensione qui). Ovviamente The Morning Show non esiste nella vita reale, ma la società di Cupertino l’ha creata per raccontare il fenomeno del #MeToo che esiste realmente.

Nella vita reale il #MeToo è esploso nel 2017 quando fu arrestato Harvey Weinstein, produttore della Miramax, che prometteva posizioni nei film in cambio di favori sessuali. Questo ha generato tutto un movimento di denunce che fino a quel momento erano rimaste silenti per numerosi anni. Da qui il nome al movimento: Me Too, vale a dire “è capitato anche a me”.

Nella storia del The Morning Show, invece, l’accusato è noto presentatore Mitch Kessler (interpretato da Steve Carell) che viene allontanato dopo l’accusa di molestie da parte di alcune dipendenti dello show. Kessler non nega i rapporti, arrivando anche al divorzio, ma vuole difendersi a tutti i costi dalle accuse in quanto è sicuro che i rapporti fossero consenzienti.

Dall’altra parte troviamo Reese Witherspoon nei panni dell’inviata Bradley Jackson e Jennifer Aniston che interpreta Alex Levy, la conduttrice accanto a Kessler da anni. La prima prenderà il posto di quest’ultimo dopo le accuse, trasformando la coppia Kessler-Levy nella Levy-Jackson.

Due donne al comando di una delle trasmissioni di maggior successo degli Stati Uniti, alla ricerca di scrollarsi di dosso l’immagine del maniaco conduttore di successo con i calzoni facili da slacciare. Riusciranno a rinnovare l’immagine del The Morning Show?

Vi lascio alla visione delle 10 puntate per scoprirlo. Io l’ho visto con interesse. Lo storytelling è costruito molto bene. In fondo da un’azienda che realizza Keynote da decenni non mi sarei aspettato diversamente. Le puntate scorrono quindi facilmente, nonostante durino circa 1 ora ciascuna.

Il racconto riesce a mostrare il fenomeno delle accuse, riprese dal MeToo, sotto diversi punti di vista: quello dell’accusato che si sente vittima, quello della vittima che appare come opportunista, delle connivenze tra colleghi, di situazioni simili ma completamente diverse. Lo spettatore non può fare altro che accorgersi che tutti hanno ragione e torto nello stesso tempo. Che la storia appare diversa da dove la si guarda.

Durante la visione non ho potuto però notare anche altre cose. La prima è un dato che mi ritornava in mente ad ogni puntata: il costo. La prima stagione del The Morning Show è costata 150 milioni di $: 15 milioni a puntata. Di cui pare 2,5 milioni di $ agli attori Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell. Ad ognuno per ciascuna puntata.

Si guarda il tutto chiedendosi perché sia diventata una delle serie più costose di sempre. È di certo di grande qualità, ma non di più di tante altre serie meno costose.

L’altro aspetto che si nota è la grande presenza di prodotti Apple. I protagonisti usano tutti l’iPhone e il MacBook. Gli studi televisivi sono popolati da iMac. The Morning Show è in pratica lo spot televisivo di Apple più lungo di sempre. Uno spot lungo circa 10 ore. Una rappresentazione di società ideale dove tutti usano prodotti Apple e nessuno degli Android. Il che rassicura sin dalla prima puntata.

Si tratta sicuramente di una serie TV piacevole. Interessante per l’argomento, ma ingiustificatamente costosa. Ce ne sarà anche una seconda stagione, con altri 150 milioni di $ da spendere per scoprire se la rete televisiva sarà punita per i pantaloni di facile apertura di Kessler.

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