Apple non colleziona i dati di spostamento dei singoli utenti. Questo non significa che non ha nessun tipo di dato sull’utilizzo delle sue mappe. La società di Cupertino, infatti, usa la privacy differenziale per raccogliere dati macro. Questo significa che ha valori generali non riconducibili ai singoli utenti.

Dati che ha deciso di mettere a disposizione per combattere la diffusione del COVID-19. Ieri, infatti, la società ha pubblicato un tool online che mostra i dati di utilizzo delle mappe nelle varie nazioni e città. I dati sono divisi tra guida in mezzi di trasporto e camminata a piedi.

Si scopre, così, che nella città di Milano, per esempio, gli spostamenti in auto sono calati dell’88% rispetto la fine di febbraio, quando è iniziata l’emergenza per il coronavirus. Gli spostamenti a piedi sono calati addirittura del 91%. Segno che la quarantena è rispettata.

In linea generale in Italia gli spostamenti sono calati dell’85%, mentre negli Stati Uniti di solo il 45%. Negli USA, come rivelano i dati di WorldMeter, ci sono 614.000 casi di COVID-19 che hanno portato ad oltre 26.000 morti.

In Germania gli spostamenti sono calati del 46% e in Gran Bretagna del 70%. In pratica l’Italia è il paese più virtuoso nel rispettare la quarantena. Tutti i dati sono esportabili in CSV per creare grafici, realizzare app o studi. Materiale che la società di Cupertino ha deciso di condividere per aiutare a fermare il contagio.

Di recente Apple e Google hanno stretto accordi per realizzare un sistema di avvisi per persone entrate in contatto con affetti da coronavirus. Vi spiego come funziona in questo articolo.

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