Tanti anni fa andai in un parco acquatico, in una di quelle piscine con l’effetto onda. Da piccolo avevo paura ad entrarci e vedevo sempre i più temerari posizionarsi sul lato della piscina dove le onde venivano generate. Così in adolescenza decisi di farlo anche io.

Non mi posizionai al centro della piscina, ricordando male che il motore delle onde fosse in quel punto. Mi misi più di lato. Quando l’effetto onda fu attivato scoprii di essermi messo esattamente di fronte lo sfiato. Fui investito da ondate molte potenti, ma non affogai. Mi salvai respirando ogni volta che l’onda si abbassava.

Fu dura ma non affogai. Al termine di quell’esperienza tornai a casa con la consapevolezza di aver superato non solo il bordo della piscina, ma di aver superato il punto più pericoloso in assoluto.

Ovviamente non invito nessuno a farlo. Affogare in acqua è avvilente e potrebbe portare a situazioni molto gravi. Apple pare stia lavorando ad un nuovo sistema nell’Apple Watch per individuare quando una persona sta avendo difficoltà in acqua.

L’algoritmo mette in relazione i battiti cardiaci, i movimenti del braccio, la presenza di acqua e probabilmente anche il GPS. I dati vengono analizzati per scoprire se l’utente si sta dimenando perché sta affogando. In caso positivo l’orologio chiama automaticamente i soccorsi.

Questo sistema ricorda un po’ quello del sistema delle cadute attualmente disponibile, che chiama i soccorso se l’utente cade e non si rialza. Probabilmente il tutto sarà integrato nelle prossime versioni di watchOS.

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