Le mie impressioni sull’iPad Pro 2020

Qual è il vostro rapporto con l’informatica? Io sono nato tra floppy disk e comandi di MS-Dos, ho studiato il Turbo Pascal e giocavo con il Commodore 64. Dal mio punto di vista, nonostante siano passati circa 20 anni da quell’inizio, sono un dinosauro. Ho vissuto tutta l’ascesa di Windows, di Office, ho visto Apple quasi fallire e diventare l’azienda più grande del mondo.

Ho un rapporto ancestrale con l’informatica. Non sono uno smanettone che smonta e rimonta l’hardware (perché mi annoia), anche se in passato l’ho fatto, ma se riscontro un problema lo affronto e lo risolvo. Mi rendo conto, però, che la mia generazione è ormai superata. Chi usa i mezzi informatici oggi, nati dopo gli anni 2000, ha un approccio all’informatica completamente diverso.

È una generazione che ama accendere il dispositivo e trovarlo pronto ad essere utilizzato. Che non ha voglia di perdere tempo a impostare cose. C’è bisogno di velocità, affidabilità, solidità, qualità e tutte queste cose Apple le ha riassunte bene nell’iPad Pro 2020.

Un paio di anni fa recensii la versione 2018. Quella di quest’anno è praticamente identica. Ha in più un processore con 1 core grafico in più, una doppia fotocamera, il sensore LiDAR e la memoria RAM da 6 GB invece di 4 GB. Soffermiamoci, quindi, su queste nuove caratteristiche.

Tralasciando il fatto che l’iPad Pro per me è “il tablet”, vale a dire l’iPad come avrebbe sempre dovuto essere sin dall’inizio, questa nuova versione è un piccolo passo avanti rispetto a quella precedente. Le nuove caratteristiche sono utili, ma non fondamentali.

La doppia fotocamera, ad un mese di utilizzo, non l’ho mai sfruttata a pieno. Fa comoda averla nelle rare occasioni in cui si usa l’iPad come fotocamera, ma qualitativamente considerate che le ottiche dell’iPhone 11 sono superiori. Quindi se volete uno strumento per registrare video di qualità o fare foto semi-professionali sarebbe meglio puntare sull’iPhone. Quest’ultimo ha anche le ottiche stabilizzate, cose che il tablet non ha.

Il sensore LiDAR funziona molto bene. Questi individua gli oggetti attorno a se nell’arco di 5 metri, consentendo alla realtà aumentata di funzionare meglio. L’ho provata con l’app base Metro e con qualche giochino. La funzione per individuare l’altezza delle persone è simpatica e la precisione del sensore è notevole. Se non fate un uso intensivo della realtà aumentata non è fondamentale.

L’idea che mi sono fatto è che non vedo l’ora di avere il sensore nell’iPhone per sfruttarlo meglio. Nel tablet, come avviene con il comporto fotografico in generale, non si fa un grande uso di questo elemento. Nell’iPhone sicuramente il sensore sarà utilizzato molto di più.

La memoria RAM in più è utile per evitare di caricare pagine e app quando si passa velocemente da un’app all’altra. Questo mi è molto utile per il lavoro, perché velocizza il flusso tra le app.

E questo lascia ad una riflessione, che poi è una delle enormi domande ancora valide: perché scegliere un iPad Pro e non un MacBook?

Io li ho entrambi e devo ammettere che la differenza sta semplicemente nel passaggio tra le app. Per comprendere meglio questo concetto, immaginiamo di avere esattamente macOS nell’iPad Pro. L’esperienza d’uso sarebbe la stessa che nel Mac? La risposta è sì, ma forse anche migliore.

Muovere le finestre con le dita consentirebbe di spostarsi ancora meglio tra le app. Inoltre ora che sono supportati mouse e tastiera si potrebbe imitare l’uso del computer. L’autonomia della batteria e la potenza sono anche superiori al MacBook, quindi l’iPad Pro sarebbe la reale alternativa.

Ora torniamo indietro, perché macOS negli iPad non c’è. C’è iPadOS. Qual è l’anello di congiunzione che manca tra i due sistemi operativi? Provo ad elencarne alcuni, poi magari me ne dite altri che vi sono venuti in mente nei commenti:

  • La gestione delle finestre delle varie app che va ben oltre allo Split View.
  • Il Finder che è disponibile in qualsiasi momento.
  • La menubar che consente di accedere a delle funzioni in background.
  • Le scrivanie multiple.
  • Una gestione migliore delle attività in background.

Queste cose consentono di usare meglio le app in macOS rispetto ad iPadOS. Apple, quindi, potrebbe risolvere questo gap per far sì che il tablet sia preferito al MacBook, lavorando contestualmente all’arrivo di app professionali in iPadOS, come Final Cut Pro e Xcode.

Riassumendo questa mia recensione atipica, quindi, posso suggerirvi senz’altro l’acquisto di un iPad Pro 2020, ma anche un 2018 a prezzo più conveniente. Il tablet è affidabile, di qualità, velocissimo e molto utile. Consente di navigare in rete, ascoltare la musica, vedere i telefilm, leggere i libri, scrivere, studiare, fare foto, editare video, seguire i social network e molto altro. Il tutto con un’interfaccia touch e l’uso dell’Apple Pencil 2.

È un compagno perfetto per il mio MacBook Pro che uso per lavoro. Ma al momento non può ancora prenderne il posto. Sarei costretto a fare molti più passaggi tra le app per ottenere quello che al momento nel MacBook effettuo in pochi secondi grazie alla flessibilità del sistema operativo.

Spero e sono fiducioso di vedere cambiamenti importanti nella prossima WWDC 2020 prevista per il 22 giugno, dove la società potrebbe migliorare di molto iPadOS e aumentare le capacità del dispositivo.

Nell’attesa trovate l’iPad Pro su Amazon dove per 899 € potrete ottenere una versione con un disco da 128 GB. Quanto basta per l’uso medio per i prossimi 5 anni.

3 Comments

  1. Gestione a finestre: su ChromeOS c’è ma non mi sembra granché, nè è più comoda per un’esperienza touch

    Finder: basterebbe una migliore gestione di Files. E già usandolo in slide over si hanno grosse similitudini

    Menu bar: non saprei, forse più una funzionalità equivalente che sia più consona per il touch, ad esempio una gestione migliore del menu contestuale. Sia la menu bar che la gestione a finestre comportano la gestione di touch target o molto piccoli per le dita o troppi grandi come occupazione di spazio sullo schermo.

    Scrivanie multiple: sostanzialmente già ci sono nella gestione del multitasking, basterebbe affinarle un po’

    La gestione migliore delle attività in background, che tra l’altro a livello di sistema operativo sottostante è del tutto fattibile, andrebbe a chiudere il gap più grosso con i sistemi operativi desktop. Ma naturalmente non deve andare a scapito della batteria.

    Il tutto naturalmente senza perdere la compatibilità con le app mobile, che è la vera forza di iPad insieme al browser web desktop. Ma vista la strada intrapresa con SwiftUI (e Flutter sull’altra sponda) penso che questo sia ormai scontato. Di fatto nessuno sviluppa più per qualcosa che non sia web Android e iPhone/iPad

    • Stavo pensando che la menubar potrebbe essere risolta con il Centro Controllo. Basterebbe permettere agli sviluppatori di accedere con i toggle personalizzati in quella sezione.

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