Force Touch

Come simulare il secondo clic del mouse nei dispositivi muniti di touchscreen? Apple aveva inventato il 3D Touch negli iPhone e il Force Touch negli Apple Watch. La loro origine era molto simile, ma le tecnologie leggermente diverse.

Entrambi prevedevano di poter spingere il polpastrello un po’ più in basso, in modo da avere due livelli di pressione. Una pressione più dolce per il classico clic e una più decisa per il clic secondario.

Nello specifico il Force Touch è stato creato per entrare in un menu secondario nelle app per watchOS. Questo per recuperare spazio in schermi piccoli per Apple Watch. La nota negativa è che Apple ha deciso di disfarsene.

Con la presentazione di watchOS 7, alla WWDC 2020, Apple ha aggiornato le sue linee guida invitando gli sviluppatori a non usare più il menu richiamabile con il Force Touch.

Pressione singola e pressione lunga. Nelle versioni di watchOS precedenti a watchOS 7, le persone potevano premere fermamente sul display per fare cose come cambiare il quadrante o rivelare un menu nascosto chiamato menu Force Touch. In watchOS 7 e versioni successive, le app di sistema rendono accessibili voci di menu precedentemente nascoste in una schermata correlata o in una schermata delle impostazioni. Se in precedenza hai supportato un gesto a pressione prolungata per aprire un menu nascosto, considera di spostare le voci di menu altrove.

Apple stessa sta facendo a meno di usare il Force Touch in watchOS 7. Per esempio adesso per passare alla visione griglia o elenco delle app bisogna andare nelle impostazioni e cambiarle da lì.

Un’esperienza utente peggiore della precedente, dettata dal semplice fatto che la società si sta preparando ad abbandonare questa tecnologia nei prossimi Apple Watch.

È probabile che gli schermi dei prossimi smartwatch utilizzano una tecnologia differente e che il Force Touch non possa essere utilizzata. Oppure semplicemente la società vuole farne a meno, come negli iPhone, perchè sostituibili con un touch prolungato.

Questo consentirà di ridurre i costi per gli schermi. Ormai è certo, quindi, che le speranze che questa tecnologia arriverà prima o poi negli iPad è ormai tramontata.

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