Le mie impressioni sul Keynote della WWDC

WWDC 2020

La WWDC è nato come evento aggregativo. Una fiera, un raduno, una conferenza su più giorni. La WWDC è tutto questo e serve ad aggregare sviluppatori provenienti da tutto il mondo per creare sinergie, scambio di conoscenza, alimentare un prezioso network di contatti e vedere da vicino ciò che è lecito osservare con molta distanza nel resto dell’anno.

Quella di questa edizione è di sicuro una WWDC molto particolare. La pandemia in corso non ha permesso ad Apple di organizzare un’evento tradizionale, per evitare il propagarsi dei contagi. Questo fortunatamente non ha portato alla cancellazione dell’evento, come invece hanno deciso di fare altre aziende come Google con I/O e Facebook con F8.

Apple non si è persa d’animo e ha colto l’occasione per sperimentare cose nuove. Tra queste cose c’è stato sicuramente il Keynote di apertura della WWDC 2020. Fino a qualche minuto prima della presentazione mi sono chiesto se l’occasione non fosse ghiotta per registrare l’evento. In fondo il teatro era senza pubblico.

E in effetti Apple ha colto proprio questa occasione per sperimentare un nuovo format. La società non ha usato il suo classico registro fatto di lanci, demo, video e partecipazione di aziende partner. Questa volta è stato tutto completamente diverso.

La registrazione dell’evento, lungo poco meno di 2 ore, è stato un lungo percorso di editing video. Una sorta di film montato ad arte dove in ogni scena è stata curata la scenografia e il passaggio degli attori.

La società si è avvalsa molto probabilmente del telo verde e della creazione di ambienti virtuali. L’effetto di finzione si è notato molto. Qualcuno lo ha definito un ambiente di plastica. Tutto molto effetto confezione. Una nota dolente per una società che produce serie TV e film con una casa di produzione tutta sua, l’Apple TV+. Non sarebbe stato male investire un po’ di più e curare far curare la qualità di quegli effetti ai maghi degli effetti speciali.

La qualità video mi ha ricordato i menu interattivi dei DVD. Dove si effettuavano i primi esperimenti di ricostruzione 3D delle scene. Anche i passaggi tra una scena all’altra, tra una corsa di Craig Federighi e un tuffo nel laghetto dell’Apple Park, ha ricordato quello stile dinamico di passaggio tra le scene.

Il risultato è stato apprezzato da molti e criticato da pochi. Segno che l’obiettivo è stato raggiunto. L’ottimizzazione del ritmo di presentazione, libera dai tempi tipici di un evento sul palco di un teatro, hanno dato dinamicità allo storytelling. Hanno evitato momenti morti, pause che di solito si riempiono invitando sul palco delle software house. Momenti utili per rafforzare le partnership, dare vigore ai prodotti di terzi, ma che annoiano da sempre a morte il pubblico.

Molto interessante anche l’apertura: un discorso contro il razzismo in un momento dove gli Stati Uniti tolgono il coperchio al vaso di Pandora, accorgendosi di quanto razzismo esiste nella vita reale contro le minoranze etniche. Riflessioni sorte a seguito della morte di George Floyd, strangolato da un agente di polizia sotto gli occhi di tutti.

Una presa di posizione forte quella di Apple, che non lascia spazio a nessuna interpretazione. La società ha anche annunciato un piano da 100 milioni di $ per programmi a favore delle minoranze etniche.

Il Keynote della WWDC 2020, quindi, è stato un esperimento molto interessante. La sua esecuzione potrebbe essere migliorata, con una qualità grafica migliore e un occhio di riguardo all’esperienza utente calata nel quotidiano.

E mentre qualcuno spera che il format sia ripreso anche in futuro, la mia speranza è che presto si potrà avere la possibilità di incontrarsi di nuovo, stare insieme in un teatro, vedersi fuori per scambiare opinioni, partecipare alle feste, prendere parte alle competizioni, seguire i seminari e allargare la propria cerchia di conoscenze nel settore.

Perchè in fondo è questa l’anima della WWDC. Un solo luogo ma popolato da persone provenienti da tutto il mondo. Un melting pot capace di generare idee, creatività e senso di unione.

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