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App Store: prima sconfitta in Russia per Apple 2

Non è difficile prevedere la tempesta. Il vento si alza, il cielo si annuvola e l’umidità sale. Poi si vedono lampi e poco dopo si sentono i tuoni. Poi inizia a piovere sempre più intensamente. Chi dichiara che con questi segnali c’è in realtà un tempo sereno, semplicemente fa finta di non vedere.

Che ci fosse aria di tempesta sull’App Store era chiaro per Apple già da qualche anno. Sono arrivate prima le accuse delle grosse aziende, poco contente di pagare il 30% di commissioni alla società. Poi sono iniziate le analisi da parte dell’Antitrust, sia europeo che statunitense.

Poi come accade sempre in questi casi, quando passa il carrozzone molti tentano di salirvi su sperando di ottenere qualcosa, anche se fino a poco prima nessuno si era lamentato.

Ora arrivano anche le prime condanne. La FAS (Federal Anti-monopoly Service), l’antitrust russo, ha dichiarato che Apple ha realizzato un monopolio nell’App Store. Nello specifico la società ha agito e dimostrato la sua posizione dominante con le app per il parental control.

Se ricordate lo scorso anno, con l’introduzione di Screen Time in iOS 13, Apple bloccò tutte le app di terzi per il controllo parentale. Il motivo ufficiale fu la poca cura della privacy garantite da queste app. Accortasi del grande errore commesso, la società tornò sui suoi passi permettendo di nuovo a queste app di operare.

L’investigazione della FAS fu attivata proprio lo scorso anno dietro richiesta della Kaspersky Lab. Quest’ultima, infatti, fu danneggiata per il blocco del suo prodotto Kaspersky Safe Kids.

Come ha anche comunicato ad Interfax, Apple ha deciso di fare ricorso in quanto ha posto già rimedio a questo errore.

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