Apple ci ripensa e riaccetta i servizi alternativi al suo Controllo Parentale

Controllo Parentale

I servizi di terzi che consentono di monitorare l’uso dei dispositivi di Apple potranno tornare nell’App Store. La decisione di Apple di bloccare l’accesso a questi servizi, nonostante operassero già da anni, arrivò perché l’azienda integrò Screen Time in iOS (e per quest’anno arriverà anche nei Mac).

Il problema è che la società è sotto i riflettori per l’App Store, perché la Corte Suprema americana ha stabilito che è possibile fare cause per possibili situazioni di posizione dominante nel settore.

Per questo motivo la società ha deciso di allentare i cordoni e ridurre il suo rigore. Oltre alle app MDM (Mobile Device Management), c’è stato un ripensamento anche per le restrizioni sulle app VPN (Virtual Private Network).

Sono tutte app che gestiscono i dati degli utenti e potrebbe causare possibili abusi. A quanto pare Apple ritiene di avere tutti gli strumenti adatti per rilevare gli abusi, soprattutto quando sarà disponibile iOS 13. Nel prossimo sistema operativo, infatti, non sarà possibile ricevere consensi a vita sull’accesso ai dati, come quelli sulla posizione dell’utente.

Le novità sono arrivate con i recenti cambiamenti al regolamento dell’App Store.

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