iTunes è morto, quasi

Era il 9 gennaio del 2001 quando iTunes apriva i battenti. Il software di gestione multimediale di Apple fu creato per la gestione degli iPod: il primo player della società di Cupertino che portò enorme successo e liquidità.

iTunes era visto come l’hub multimediale dell’utente. Un’app unica per gestire l’acquisto e la riproduzione della musica, la gestione dei film e telefilm, le suonerie, i podcast, le radio, la sincronizzazione dei dispositivi e molto altro.

Nel tempo il software si è animato con nuove funzioni, perdendone alcune. Non dimentichiamo, infatti, l’integrazione dell’App Store in iTunes poi eliminato in seguito.

Amato da molti, odiato da qualcuno, iTunes aveva molto senso quando i download non avvenivano direttamente nei dispositivi. Visto che questi avevano connessioni lente, Apple preferiva gestirli sul computer e poi sincronizzare con i dispositivi mediante un cavo veloce.

Ma nel tempo molti servizi sono approdati direttamente nei dispositivi: l’acquisto della musica, lo streaming, l’aggiornamento del software, l’acquisto dei libri e di recente anche lo streaming di film e telefilm. Ormai i dispositivi elettronici sono così indipendenti da non richiedere neanche l’uso del computer.

Da qui la decisione di superare il concetto di hub nel Mac e scindere le app, in modo da farle comunicare in tempo reale con le corrispettive per iOS usando iCloud.

Da settembre iTunes sarà ufficialmente morto, almeno nei Mac. Sarà sostituto da app separate come Apple Music, Podcast e Apple TV. Resterà in vita solo nei computer Windows in quanto lì le app separate non hanno senso, visto che non c’è il collegamento diretto con iCloud.

18 anni di servizio che ha visto una storia molta densa di eventi, dalla versione per Motorola Rokr fino a Ping: il social network musicale di Apple che nessuno usava. Una storia che rimarrà per sempre negli annali della società e che racconteremo ai prossimi nativi digitali.

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