La resistenza all'acqua pubblicizzata da Apple
La resistenza all’acqua pubblicizzata da Apple

Il “ma come?” ci era sorto il giorno stesso del lancio dell’iPhone 7. Era il 7 settembre del 2016 quando Apple presentò questo modello: il primo resistente all’acqua. Il problema è che nella garanzia la società specificava che non erano inclusi i danni causati da liquidi.

Quindi “Ma come? Gli iPhone sono resistenti all’acqua ma se questa resistenza non funziona Apple non ne risponde?” All’epoca Altroconsumo aveva evidenziato la contraddizione. Nel frattempo gli iPhone si sono evoluti e dai 30 minuti a 1 metro di profondità dell’iPhone 7 si è arrivati ai 6 metri di profondità degli iPhone 12. Ma la dicitura resta ancora.

Dopo 4 anni, a quanto pare tanto richiede la burocrazia italiana, è arrivata la prima multa e spero sia la prima delle tante. Apple dovrà pagare 10 milioni di €, pari al tetto massimo, all’AGCM: l’autorità garante della concorrenza e del mercato.

10 milioni che Apple dovrà pagare proprio per non far valere la garanzia sui danni causati da liquidi, su degli iPhone che la società pubblicizza come resistenti ai liquidi. Quindi di fatto Apple pubblicizza qualcosa di falso. Applicando della mera logica potremmo supporre che se gli iPhone fossero realmente resistenti allora la garanzia dovrebbe valere anche su quei danni.

Spero che iniziative del genere siano replicate da altre autorità e vi siano tante class action, anche perché 10 milioni di € sono bruscolini nel bilancio di Apple. Solo con multe elevate si può spingere Apple a decidere: o si fa valere la garanzia anche per i danni per i liquidi o si smette di pubblicizzare gli iPhone come resistenti all’acqua.

Se siete curiosi trovate tutta la documentazione dell’AGCM qui.

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3 Comments

    1. Teoricamente vanno al Ministero dello Sviluppo Economico che dovrebbe usarli per finanziare progetti a favore dei consumatori. Di fatto ci finanziano varie cose. I fondi furono usati per pagare i supplenti a scuola una volta.

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