Arriva una piccola sconfitta per Apple in Europa. La Commissione Europea ha dichiarato che nelle analisi preliminari si evince la posizione dominante di Apple.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 2019 Spotify si schierò contro Apple per via delle commissioni del 30% richieste nell’App Store. Se la sottoscrizione di abbonamenti avviene con il sistema In App nell’App Store, Spotify deve pagare il 30% di commissioni.

Questa sorta di giogo non piace alla società svedese che ha chiesto all’Europa di terminare l’obbligo del balzello. Oggi la Commissione Europea le ha dato ragione. Il vice presidente esecutivo Margrethe Vestager, infatti, ha dichiarato che l’obbligo di pagare con i sistemi In App e non avere alternative tra i pagamenti, con la conseguente obbligatorietà di pagare il 30%, porta ad affermare la presenza di posizione dominante.

Inoltre il vietare alle aziende, come Spotify, di poter dire ai propri clienti che pagando direttamente sui siti ufficiali si può pagare di meno, perché si risparmiano le commissioni, è un’altra infrazione.

Il resoconto dice che si infrange l’articolo 102 del TFEU (Treaty on the Functioning of the European Union). Apple ha ora 12 settimane per presentare la sua versione dei fatti e dimostrare di non aver agito in una situazione di posizione dominante.

In una nota rilasciata a TechCrunch la società fa sapere:

Spotify è diventato il più grande servizio di abbonamento musicale al mondo e siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto in questo. Spotify non paga ad Apple alcuna commissione su oltre il 99% dei loro abbonati e paga solo una commissione del 15% su quegli abbonati rimanenti che hanno acquisito tramite l’App Store. Al centro di questo caso c’è la richiesta di Spotify che dovrebbe essere in grado di pubblicizzare offerte alternative sulla loro app iOS, una pratica che nessun negozio al mondo consente. Ancora una volta, vogliono tutti i vantaggi dell’App Store ma non pensano che dovrebbero pagare nulla per questo. L’argomento della Commissione a nome di Spotify è l’opposto della concorrenza leale.

Se ci pensiamo, in caso di condanna di Apple, anche Epic Games potrebbe trarne molto vantaggio. L’azienda fu bannata dall’App Store proprio perché offriva dei potenziamenti a prezzo ribassato sul suo sito, scavalcando il sistema In App dell’App Store. Proprio il sistema che la Commissione dichiara sia al centro della posizione dominante di Apple.

Seguiremo la vicenda con gli sviluppi futuri per comprendere come potrebbe influenzare le politiche nell’App Store.

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2 Comments

    1. La tua posizione in antitesi a questa vicenda e ad Apple è chiara dato che l’hai espressa in ogni articolo di quasi tutti i blog

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