Truth Be Told
Truth Be Told

Credo che il fenomeno dei podcast true crime nacque nel 2014 con Serial. Un podcast che raggiunse i 5 milioni di ascoltatori. Durante le varie puntate la giornalista Sarah Koeing ha seguito la storia dell’omicidio di Hae Min Lee, uno studente di Baltimora.

Puntata dopo puntata, utilizzando una tecnica narrativa, il filone di giornalismo investigativo, che si basa su storie vere, poneva l’ascoltatore di fronte all’evoluzione della storia mediante interviste, riflessioni e registrazioni di telefonate.

Tutto questo ha portato alla nascita di tanti podcast del genere true crime e di recente ha ispirato delle serie TV. In questo caso ci riferiamo alla serie Truth Be Told su Apple TV+, nato dalla trasposizione sugli schermi del romanzo “Are you sleeping” di Kathleen Barber.

La trama vede la giornalista Poppy Parnell (l’attrice Octavia Spencer) alle prese con un caso di ingiustizia. Nel 1999 il professore Chuck Buhrmann viene trovato assassinato a casa sua. Lanie, la figlia del professore (l’attrice Lizzy Caplan che interpreta il ruolo di entrambe le gemelle) dà la colpa al vicino di casa: il diciassettenne Warren Cave (l’attore Aaron Paul di The Breaking Bad).

Il ragazzo va in carcere e per sopravvivere si allea alla famiglia della razza ariana. 19 anni dopo, però, alcuni indizi mirano a scagionare il ragazzo. Poppy, quindi, si mette a indagare insieme all’aiuto del suo team per scoprire la verità.

Ovviamente non credo di fare dello spoiler dicendo che si scopre l’innocenza del ragazzo. Anche perché altrimenti non sarebbe stato creato neanche il telefilm. Il vero assassino del professore diventa il motivo per il quale puntata dopo puntata attendiamo di comprendere il colpevole e il movente.

La visione di questa serie TV, quindi, appoggia solo su questo mistero. Comprendere l’assassino e il movente. Si viene trascinati puntata dopo puntata, con una improbabile crisi coniugale di Poppy perché si mostra molto occupata nello scoprire la verità, al fine di risolvere il mistero e fare congetture sui vari personaggi.

Il coinvolgimento c’è, ma forse sarebbe servita una dose di mistero in più. Il podcast viene utilizzato per gettare la colpa su questo o quello infangando le vite dei malcapitati messi in mezzo dalla giornalista.

Su Rotten Tomatoes la serie ha ricevuto il 31% di preferenze dalla critica e il 68% dal pubblico. Quindi non è proprio una delle meglio riuscite su Apple TV+.

La società ha anche finanziato la seconda stagione che è già disponibile in Apple TV+. Qui c’è il supporto dell’attrice Kate Huston (nella parte nella magnate dei media Micah Keith), ma pare senza significativi miglioramenti. La terza stagione al momento non è prevista.

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