La schermata di aggiornamento dei sistemi operativi di Apple
La schermata di aggiornamento dei sistemi operativi di Apple

Dal punto di vista dell’hardware Apple è almeno 2 anni avanti rispetto a ogni suo concorrente. Immaginiamo l’enorme risultato ottenuto con i processori M1, M1 Pro e M1 Max che nei benchmark non solo fanno meglio anno dopo anno, ma portano la società ancora più avanti in un terreno in cui la concorrenza non riesce ad avanzare più di tanto.

Per anni è stato detto che il segreto dei prodotti Apple sia dovuto dal fatto che la società riesce a far andare avanti hardware e software insieme. Questo consente di avere dispositivi altamente ottimizzati con software in grado di sfruttarne ogni singolo componente.

Una differenza sostanziale rispetto ai prodotti concorrenti dove si mettono insieme hardware di diversi fornitori installando lo stesso software per tutti. Software che va ad adattarsi per tentare di usare tutto l’hardware correttamente.

Negli ultimi anni, però, questa sinergia tra hardware e software in Apple sembra essersi sfasata. Complice un team hardware forse troppo bravo, il comparto software sembra soffrire. Questo si traduce con un insieme di problemi nell’uso dei prodotti: dispositivi che si bloccano durante l’aggiornamento (come i recenti Mac con macOS Monterey), servizi iCloud che perdono la sincronizzazione, ritardi nella disponibilità di funzioni annunciate mesi prima (come Universal Control che dovrebbe far comunicare gli schermi, tastiere e mouse tra Mac e iPad) e così via.

Se ci si fa un giro nel forum di assistenza di Apple si noteranno i tantissimi casi segnalati. Ma perchè questo accade? Perché la divisione gestita da Craig Federighi non riesce a fornire la qualità di cui Apple si contraddistingue?

Al centro della questione c’è il fenomeno del debito tecnico. Ormai tutti i team di sviluppo utilizzano la metodologia Agile. Questa prevede di lavorare per sprint (ogni sprint dura di solito 2 settimane). In pratica, se siete a digiuno di Agile, basti pensare che prima che uno sprint parta si prendono delle carte aggiunte a una lavagna (la sprint backlog), dando priorità alle carte più importanti.

Tutte le carte con priorità inferiore saranno lavorate successivamente. Il problema è che in un circuito che prevede di sviluppare velocemente per funzioni che devono essere integrate costantemente, in un sistema dove i servizi si parlano tra di loro sempre di più, con un crescente numero di dispositivi anno dopo anno, i vari team di sviluppo di Apple non riescono a recuperare le card a priorità inferiore.

Questo porta al debito tecnico. Una mole sconfinata di card non lavorate che spesso creano problemi nei vari sistemi. Integrazioni rattoppate, bug non risolti, integrazioni mancanti e molto altro rendono il software non all’altezza.

Quindi qual è la soluzione? Ci sono sostanzialmente tre strade percorribili:

  • Assumere in massa sviluppatori e ingegneri da integrare in nuovi team di sviluppo e recuperare il debito tecnico.
  • Affidarsi a fornitori esterni per appaltare loro il recupero del debito tecnico.
  • Rallentare lo sviluppo di nuove funzioni e usare quell’effort (la capacità di svolgere dei compiti) per recuperare il debito tecnico.

Se ci pensiamo quest’ultimo punto è stato applicato diverse volte in passato. Per esempio: OS X 10.6 Snow Leopard era un’ottimizzazione di OS X 10.5 Leopard. Anche OS X 10.8 Mountain Lion era un’ottimizzazione di OS X 10.7 Lion, mentre OS X 10.13 High Sierra era un’ottimizzazione di OS X 10.12 Sierra.

Quindi servirebbe che su tutti i sistemi operativi, anche iOS e iPadOS, ci fosse un update annuale privo di novità importanti, ma in grado di risolvere tutti i problemi in corso, in modo da ridurre al minimo il debito tecnico accumulato.

Il problema è che quando questo accade spesso si viene accusati di “non saper più innovare”, perché dal punto di vista pratico non si notano novità importanti e rivoluzionarie rispetto all’anno precedente. Il tutto si traduce con una sensazione di “già visto” che si ripercuote sulle vendite.

Teoricamente Apple ha abbastanza denaro per permettersi anche un fatturato in stallo o addirittura in calo, ma quale esecutivo si prenderà la responsabilità del fenomeno? Il problema è quindi sostanzialmente politico. Recuperare il debito tecnico è una scelta poco popolare, anche se necessaria, ma i manager difficilmente metteranno a repentaglio carriera e bonus per prendere la scelta anche se giusta. Una scelta in grado di portare benefici negli anni a venire.

Apple recupererà mai il suo debito tecnico in modo deciso? Fino ad allora il suo software avrà dei problemi.

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2 Comments

  1. Ottima analisi. Certo è che nemmeno i grandi sviluppatori stanno dietro alla rivoluzione degli Apple Silicon, basta vedere la scarsa ottimizzazione della suite Adobe rispetto a altre sw house tipo Serif Design. Apple è indietro sulla stabilizzazione degli OS? Vero, ma altri non sono proprio partiti. Noi utenti attendiamo…

  2. Sarà forse questo il motivo per cui il mio iMac 2017, con Monterey (e prima Big Sur), impiega ben cinque (5) minuti per avviarsi da quando inserisco la password?
    La cosa più avvilente è comunque che la stessa macchina, con bootcamp (Windows 10) si avvia in meno di un minuto….
    PS: anailisi pienamente condivisibile!

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