Patente digitale nell’app Wallet
Patente digitale nell’app Wallet

Lo scorso giugno l’Unione Europea ha espresso la volontà di creare un’identità digitale per tutti i cittadini dell’Unione. Un processo di digitalizzazione che prevede anche la dematerializzazione dei documenti.

Patente, carta di identità, passaporto e altro dovrebbero arrivare prima o poi in forma digitale ed essere integrati in una sorta di wallet europeo.

Anche Apple ha annunciato di voler consentire la digitalizzazione dei documenti nell’app Wallet con iOS 15. L’obiettivo è consentire l’aggiunta di carta di identità e patente nel Wallet con la stessa semplicità con la quale si aggiungono le carte di credito. Quindi mettendo insieme le esigenze dell’Unione Europea con il sistema di Apple si risolve tutto, giusto?

In realtà non è così. Come rivela un servizio della CNBC, il servizio di integrazione di Apple non è per nulla open source e semplice da integrare.

Nel memorandum di 7 pagine che Apple fornisce agli stati partner del progetto (al momento Georgia, Arizona, Kentucky e Oklahoma), si legge che Apple fornisce delle linee guida per l’integrazione con Wallet, ma tutto il processo di integrazione deve essere gestito dai singoli stati.

Il problema non è tanto farsi carico di una struttura IT per la gestione del processo e la sua implementazione, ma il fatto che una volta effettuato questi è sottoposto all’approvazione di Apple.

In pratica la parte finale, quella della distribuzione del documento digitale, la si affida completamente a una società privata che usa quella parte del processo con una infrastruttura proprietaria. Lo Stato perde così una parte del governo del sistema.

Apple potrebbe modificare in futuro il sistema di integrazione o decidere addirittura di deprecarlo, lasciando i cittadini con un sistema inutilizzabile.

A questo aggiungiamo che l’app Wallet non è multi piattaforma. Una volta integrato il sistema di Apple questi riuscirà a servire solo chi possiede un iPhone. Questo è il motivo per il quale Apple si prodiga tanto nel convincere i vari stati a collaborare con la digitalizzazione dei documenti: per vendere più iPhone.

In altre parole il sistema così come proposto da Apple non è molto allettante e poco proficuo per i cittadini. Servirebbe piuttosto un sistema open source, con uno standard aperto, in grado di autenticare i documenti una volta inseriti nel wallet, ma con la possibilità di inserirli anche in wallet di altri sistemi operativi.

Un sistema scalabile e facile da manutenere. In grado di sopravvivere per almeno 100 anni a cambiamenti tecnologici, di piattaforma e di dispositivi. In fondo i cittadini avranno bisogno di gestire i loro documenti di riconoscimento anche tra 100 anni.

Questo è il motivo per il quale probabilmente non vedremo mai l’integrazione dei documenti di riconoscimento digitali nell’app Wallet di iOS. Almeno che Apple non cambierà la sua politica e non si creerà uno standard sicuro multipiattaforma e open source.

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