App di dating in Olanda | foto di Piscine su DepositPhotos.com
App di dating | foto di Piscine su DepositPhotos.com

Ci sono due modi per affrontare un problema: risolverlo perché lo si reputa un problema e quindi si vuole porre rimedio, oppure risolverlo perché altrimenti rompono le scatole. Nel caso delle app di dating in Olanda, Apple sta provando a risolvere il problema perché le stanno rompendo le scatole.

Leggendo la soluzione si nota subito il fatto che non ci sia la volontà di risolvere, perché per Apple il problema non esiste. Mi sto riferendo alla spinta su più fronti nell’integrare sistemi di pagamenti di terzi nell’App Store. Elemento che la società fa finta di non capire per non perdere controllo, e soprattutto commissioni, con il suo In App Purchase.

Ma facciamo un po’ di ordine.

Cosa è accaduto con le app di dating in Olanda

A gennaio l’ACM olandese (Authority for Consumers and Markets) emise una sentenza con la quale obbligava Apple a integrare i sistemi di pagamento di terzi nelle app di dating in Olanda.

In sostanza il garante del mercato chiedeva ad Apple di lasciare agli sviluppatori la possibilità di usare strumenti di pagamento digitali diversi dall’In App Purchase. La multa era di 5 milioni di € per ogni settimana di ritardo.

Apple ha tardato per 10 settimane pagando di fatto 50 milioni di € al garante olandese. Nella giornata di ieri la società ha pubblicato i criteri di integrazione del sistema di pagamento di terzi. L’obiettivo è fermare le multe, non certo fornire realmente supporto all’integrazione dei sistemi di pagamenti di terzi.

La soluzione di Apple per fermare le multe

In App Purchase

Inizialmente la società voleva riutilizzare una vecchia strategia vista con le versioni “lite e a pagamento” usata qualche anno fa. Quando consentiva agli sviluppatori di creare una versione a pagamento di un’app e un’altra, uguale, ma gratuita e con delle funzioni disabilitate.

Nello stesso modo Apple voleva che gli sviluppatori creassero una versione delle app di dating destinate ai pagamenti di terzi e un’altra versione con l’In App Purchase. Cosa che avrebbe generato non poco caos tra gli utenti. Infatti poi la società è rinsavita ed è tornata sui suoi passi.

La soluzione di Apple è permettere di integrare il sistema di pagamenti di terzi per le app di dating in Olanda, ma solo per l’Olanda. La soluzione prevede di integrare un link che rimanda alla pagina dello sviluppatore dove effettuare gli acquisti, per poi tornare nell’app e trovarsi l’acquisto effettuato altrove.

Questa soluzione prevede:

  • Che ciascun sviluppatore abbia un sito web dove gestire i pagamenti.
  • La gestione di un account per ciascun utente dove poter tracciare gli acquisti.
  • L’integrazione di un avviso prima del redirect verso il sito esterno, per indicare all’utente che acquistando all’esterno dell’App Store, in caso di eventuali dispute con lo sviluppatore (pagamenti doppi, resi, sconti ecc.) questi si debba rivolgere direttamente allo sviluppatore.
  • L’uso di questo sistema solo in Olanda.

Capite che tutto questo diventa costoso e complicato da risolvere. Se la società avesse voluto risolvere realmente il problema, avrebbe semplicemente consentito di integrare i pulsanti di pagamento con sistemi di terzi direttamente nelle app.

Creando tutta questa frizione nel pagamento, spinge l’utente a usare l’In App Purchase e scoraggiare i pagamenti con altri sistemi.

Ma attenzione perché adesso abbiamo anche il colpo di genio. Riporto le esatte parole pubblicate da Apple perché bisogna berle tutte insieme:

Coerentemente con l’ordine dell’ACM, le app di appuntamenti a cui è concesso il diritto di collegare o utilizzare un fornitore di servizi di pagamento in-app di terze parti pagheranno ad Apple una commissione sulle transazioni. Apple addebiterà una commissione del 27% sul prezzo pagato dall’utente, al netto dell’imposta sul valore aggiunto.

In altre parole se gli sviluppatori credevano (poveri illusi) che usando il sistema di pagamenti di terzi avrebbero fatto a meno di pagare le commissioni ad Apple, dovranno scontrarsi con la dura realtà. Apple vuole il 27% degli acquisti partiti dalle app scaricate nell’App Store, anche con il redirect sul sito di terzi.

Riassumendo

Quindi uno sviluppatore di app di dating in Olanda, secondo la geniale soluzione di Apple, dovrà:

  • Pagare un sito esterno all’App Store per gestire utenti e pagamenti
  • Gestirsi da solo i pagamenti e resi
  • Pagare il 27% di commissioni ad Apple su questi acquisti
  • Avvisare l’utente con un banner a pieno schermo nell’app che gli acquisti effettuati fuori l’App Store devono essere regolati con lo sviluppatore stesso

Trovate tutti i dettagli tecnici per l’integrazione del nuovo entitlement in StoreKit nell’apposita pagina per sviluppatori.

Si comprende che la volontà di Apple non è certo quella di far evolvere il sistema in base alle esigenze espresse dal legislatore o dal mercato, ma semplicemente non pagare più di 5 milioni di € di multa.

Il suo stratagemma riuscirà a convincere il legislatore?

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