App Store

Il vento sta cambiando come diceva qualcuno. Un vento che non porta nulla di buono per Apple. La società di Cupertino è attaccata su più fronti per il suo App Store: dal 2008 unico negozio autorizzato a distribuire le app per i suoi dispositivi.

Da alcuni anni ci si chiede se avere un negozio unico sia un bene per gli utenti. Ovviamente gli sviluppatori, soprattutto le grandi aziende, dicono di no. Questo perché se potessero distribuire le loro app al di fuori dell’App Store, come avviene nei Mac, potrebbero allegramente evitare di pagare le commissioni sulle vendite, aumentando i loro margini di guadagno.

L’Olanda e i sistemi di pagamenti di terzi per le app di dating

Sta di fatto che questo movimento lento e inesorabile sta portando a qualche scricchiolio nella certezza di Apple di riuscire a evitare l’irreparabile. Per esempio in Olanda, che ha poi seguito l’esempio sud coreano, è stato deciso che le app di incontri possano usare i sistemi di pagamenti di terzi e non necessariamente il sistema In App Purchase.

A tal proposito Apple ha pubblicato delle informazioni in merito. Oltre a ricordare che l’App Store ha generato 184.000 posti di lavoro in Olanda, la società mette le mani avanti sulla gestione dei pagamenti. Perché va bene tutto: dall’integrare il sistema di pagamento di terzi al non pagare le commissione ad Apple su questi, ma non si pensasse che poi la società fornisca i servizi associati gratuitamente.

Come scrive la stessa società, infatti:

Prima di considerare l’utilizzo di uno di questi diritti, è importante comprendere che alcune funzionalità dell’App Store che potresti utilizzare non saranno disponibili per i tuoi clienti, in parte perché non possiamo convalidare la sicurezza dei pagamenti che avvengono al di fuori dell’App Store come sistema di pagamento privato e sicuro. Poiché Apple non sarà a conoscenza degli acquisti effettuati utilizzando metodi alternativi, Apple non sarà in grado di assistere gli utenti con rimborsi, cronologia degli acquisti, gestione degli abbonamenti e altri problemi riscontrati durante l’acquisto di beni e servizi digitali tramite questi metodi di acquisto alternativi. Sarai responsabile della risoluzione di tali problemi con i clienti.

Quindi è abbastanza chiaro: tu non paghi le commissioni sugli acquisti, ma ti fai carico tu sviluppatore dell’assistenza ai clienti qualora subiscano frodi sulla carta, vogliano il rimborso o del materiale contabile relativo a questi acquisti. Gestione che di certo non ti costeranno zero, quindi fa bene i tuoi calcoli prima di scegliere.

Qualora si volesse procedere, la società fornisce anche una pagina con le configurazioni del framework StoreKit per far funzionare i pagamenti di terzi.

Negli USA si parla di OAMA (Open App Markets Act)

Intanto negli Stati Uniti sta avvenendo qualcosa di molto rischioso. Si sta procedendo con la riforma OAMA (Open App Markets Act).

Questo pacchetto di leggi prevede sostanzialmente di consentire di installare le app anche al di fuori dai negozi di app ufficiali. In pratica un bel lasciapassare a virus e malware per iOS.

L’OAMA è stato approvato nella Commissione del Senato statunitense, quindi la votazione sarà calendarizzata. Se dovesse passare, l’App Store non sarà più il negozio di app di default dei dispositivi di Apple.

Se ciò dovesse passare credo che Apple per prima cosa applicherà una decisione abbastanza prevedibile: consentire l’uso di Xcode solo a chi vuole pubblicare nell’App Store e bloccare l’accesso ai suoi framework, da ARKit a SiriKit passando da Metal, solo a chi ha intenzione di vendere nel suo negozio.

Questo non per ripicca, ma perché tutti i framework forniti agli sviluppatori richiedono un lavoro di manutenzione costante e il pagamento di licenze. Costi vivi che Apple ripaga proprio con parte delle commissioni generate dalla vendita di app e abbonamenti.

Come dire: se non vuoi pagare e intascarti il 30%, arrangiati con i tool di sviluppo e pagali di tasca tua.

L’Open App Markets Act ora passerà per tutta una fase legislativa che potrebbe prevedere tre scenari:

  1. Sia approvato così com’è adesso
  2. Sia approvato ma profondamente modificato
  3. Non sia approvato

Apple, Google, Amazon e altre aziende finanzieranno di sicuro una forte opposizione di lobbing per bloccare il progetto.

Se ricordate nel 2017 qualcosa del genere fu tentata anche in Italia. Si provò a scardinare il monopolio dell’App Store per consentire di installare app da qualsiasi fonte. Fortunatamente la proposta si arenò.

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2 Comments

    1. Considerando che grazie a questa politica abbiamo virus 0 direi che sarebbe una tristezza vedere il far west come su Android

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