Cydia per iPhone
App Store in versione stilizzata

Nel 2008, lo stesso anno dell’inaugurazione dell’App Store, Jay Freeman creava Cydia per iPhone: un negozio alternativo destinato agli iPhone jailbroken. Vale a dire quegli iPhone con il firmare manomesso sfruttando dei bug del sistema operativo.

Cydia, oltre a consentire di installare codice non ufficiale in iOS, ha permesso il dilagare di app pirata, diventando molto popolare tra chi poteva permettersi uno smartphone da 1.000 €, ma non ripagare gli sviluppatori del loro sforzo con acquisti di 3 €.

Cydia fa causa ad Apple

Considerando che Apple in questi anni sta subendo attacchi da più fronti, in primis da Epic Games per il presunto monopolio dell’App Store, Jay Freeman ha pensato di cogliere la palla al balzo per buttare Cydia nella mischia e tentare di essere riconosciuto ufficialmente.

Quindi Freeman mira a ricevere l’autorizzazione di consentire ai suoi utenti di manomettere il firmware di iOS. Per farlo nel 2020 ha fatto causa ad Apple. La società di Cupertino ha tentato di fermare la causa, ma il giudice Judge Gonzalez Rogers ha deciso di consentire di andare avanti.

Al momento non sappiamo come finirà questa faccenda. Personalmente sapete cosa ne penso. Posso riassumerlo dicendo che non trovo giusto che creando un sistema per pirati, che probabilmente sanno cosa fanno, si possano creare i presupposti per generare malfunzionamenti sui dispositivi generando la falsa idea che:

  • Gli iPhone non sono sicuri
  • Gli iPhone non funzionano bene
  • Gli iPhone si scaricano presto

Magari solo perché qualcuno di molto meno esperto, spinto dal classico “mio cugggino mi ha detto fai questa procedura così non paghi le app”, ha scaricato codice non sicuro.

Inoltre non trovo neanche giusto che gli sviluppatori debbano fare la fame dopo aver investito tempo e denaro per realizzare delle app.

Gli argomenti di Apple a favore dell’App Store

Le numeriche della sicurezza dell’App Store
Le numeriche della sicurezza dell’App Store

Ovviamente Apple ha tutti gli interessi per portare acqua al suo mulino. Primo tra tutti le commissioni nell’App Store. Queste ammontano al 15% sugli abbonamenti dal secondo anno di rinnovo e per gli sviluppatori che non superano 1 milione di $ l’anno di fatturato. Per tutti gli altri ammontano al 30%.

Ma anche noi come utenti abbiamo i nostri interessi. Avere un negozio unico ci permette di non sbattere la testa per andare in giro a cercare app, di essere certi della sicurezza, dei bassissimi livelli di crash e tutto sommato sapere anche che le app non faranno schifo, considerando che devono seguire le linee guida imposte da Apple.

On top, in cima, di tutto questo c’è la sicurezza. A tal proposito la società offre delle numeriche ufficiali arrivate proprio dopo la decisione del giudice di andare avanti con la causa di Cydia.

L’azienda indica che nel solo 2020, quindi in 12 mesi, Apple ha evitato frodi per 1,5 miliardi di dollari grazie al sistema di monitoraggio e prevenzione delle frodi. Inoltre sono state bloccate 1,6 milioni di app e aggiornamenti in grado di arrecare danno ai clienti.

Questo dato è importante. Senza controlli dell’App Store, queste 1,6 milioni di app e aggiornamenti si sarebbero riversate nel mercato arrecando danni a tutta la community di utenti iPhone.

Nel 2021, invece, la società ha collezionato questi numeri:

  • 34.500 app sono state fermate perché contenevano codice non documentato.
  • 157.000 app sono state bloccate perché erano spam o copie di altre app.
  • 343.000 app sono state rifiutate perché non rispettavano la privacy degli utenti.
  • Sono state evitate 1,5 miliardi di $ in frodi.
  • Sono state protette 3,3 milioni di carte di credito.
  • 600.000 account sono stati bannati perché hanno tentato di avviare pagamenti non richiesti.
  • 170 milioni di account fraudolenti sono stati bloccati.
  • 802.000 account di sviluppatori fraudolenti sono stati chiusi.

Numeri che, ripeto, si sarebbero riversati su tutta la community generando l’idea generale che l’App Store non è sicuro, danneggiando tutti, non solo Apple.

L’importanza dei controlli

Nell’immaginario collettivo avere controlli è assimilato all’imposizione di limitazioni. Ma immaginate se non ci fossero controlli sul cibo, sulla sanità, sul flusso delle persone in una nazione.

Poi qualcuno potrebbe anche riportarmi la sciocchezza che una persona dovrebbe essere libera, in una nazione definita civile, di esprimere questa libertà vendendo cibo scaduto se lo volesse e che una limitazione in tal senso è sinonimo di limitazione della libertà.

Ma limitare questo tipo di libertà serve solo a limitare i danni verso il prossimo.

Di pari passo professare di voler consentire di installare app non controllate è una grande sciocchezza. Significherebbe obbligare tutti gli utenti a combattere contro virus e malware, ma anche app in grado di mercificare i dati.

Di pari passo professare di voler consentire di installare app non controllate è una grande sciocchezza. Significherebbe obbligare tutti gli utenti a combattere contro virus e malware, ma anche app in grado di mercificare i dati.

Quindi il controllo deve esserci? Assolutamente. Funziona? Sì. Dal 2008 a oggi, in quasi 15 anni di attività, i casi di frodi su iOS si contano sulle dita di una mano. Questo dimostra che il sistema funziona ed è giusto che ci sia.

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4 Comments

  1. Quello che scrivete su Cydia non è completamente vero. Cydia ha portato per primo gli MMS su iPhone, ha portato per primo la possibilità di effettuare video con iPhone e altre centinaia di funzioni come il registratore vocale. Non bisognava per forza scaricare applicazioni pirata. Anche sul Mac si possono installare apo pirata ma anche no!

  2. Standing ovation per l’articolo, di cui condivido totalmente le conclusioni.

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