
Era l’aprile del 2021 quando Apple presentava l’AirTag: uno degli accessori più economici con il brand della società, e anche uno dei più utili. Così utile che potrebbe essere usato per rintracciare i bambini persi o gli anziani malati di Alzheimer.
Alla base del successo c’è il sistema di tracciamento Find My. Sistema che Apple ha sviluppato durante la pandemia, studiano in che modo si propagava il tracciamento anonimo. In pratica la società ha sviluppato un sistema sicuro e conforme alla privacy, per segnalare la presenza di un AirTag su una mappa senza usare il GPS.
Questo perché si usano le informazioni GPS dei dispositivi vicini, come iPhone e iPad, che rilevano la presenza degli AirTag nelle vicinanze, rimandando il dato nel sistema di Apple in forma cifrata.
A cosa serve l’AirTag?
L’AirTag è nato essenzialmente per ritrovare gli oggetti, come borse o chiavi. Basta usare l’app Dov’è dopo aver associato un AirTag al proprio account Apple ID. Nel caso l’oggetto al quale abbiamo attaccato il sensore viene perso, basta segnalarlo nell’app per iniziare a ricevere notifiche sulla sua posizione.
Ma può essere usato per ritrovare persone, come bambini o anziani malati? Teoricamente no, perché Apple dichiara di averlo realizzato per gli oggetti. E qual è il motivo di questo limite?
Perché l’AirTag è indicato per gli oggetti e non per le persone?

La risposta è l’accuratezza della posizione. Per le persone forse vogliamo sapere dove si trovano in tempo reale, per ritrovarle ed evitare che si spostino. Un oggetto perso, teoricamente, dovrebbe restare fermo nel luogo dove lo abbiamo perso. Quindi basta una segnalazione per recuperarlo.
In altre parole nell’app Dov’è arriva il segnale di posizione nel momento in cui un dispositivo compatibile con Find My vi passa vicino. Se non passano altri dispositivi nelle vicinanze, a noi resta solo l’ultima posizione rilevata, ma non quella reale.
Per rintracciare le persone questo potrebbe essere un problema. Se un bambino si perde e abbiamo la posizione dei 30 minuti precedenti, una volta giunti sul luogo potremmo accorgerci che il bambino si sia spostato, facendo ricominciare la ricerca.
Questa assunzione funziona solo se pochi dispositivi passano nei pressi dell’AirTag da rilevare. Mettiamo caso il bambino si perda in un luogo molto affollato, come un parco di divertimento o una grande città, la possibilità di ricevere molte segnalazioni della posizione aumentano.
L’AirTag per ritrovare i bambini e anziani
Quindi l’AirTag potrebbe essere utile per ritrovare i bambini o gli anziani persi se questi si trovano in zone molto frequentate, come le grandi città, i parchi di divertimento, i luoghi di culto, le scuole e così via.
Come si dice in questi casi: “piuttosto che niente, meglio piuttosto”. Se bisogna scegliere tra non avere nessuna indicazione e averne una, anche se non proprio aggiornata, meglio quest’ultima.
Apple suggerisce di far indossare un Apple Watch ai bambini per avere la posizione esatta in tempo reale. Uno smartwatch della società però costa di più, è più delicato e va ricaricato tutti i giorni. Un AirTag costa appena 35 €, è meno delicato e inoltre la batteria dura un anno intero.
Quindi può diventare una soluzione economica per tracciare anche figli e persone sbadate. Basta attaccare il sensore ai vestiti, magari in un anello dei pantaloni.
Trovate l’AirTag su Amazon, dove trovate anche portachiavi adatti per pochi euro.

Per discorsi di privacy, l’airtag non emette dei suoni se rimane troppo lontano dall’iphone del proprietario?
Nei casi per esempio in cui venisse messo addosso a persone da seguire, commettendo reati?
Se ricordo bene il suono si attiva dopo 8 ore. Prima era 24 ore.