streaming in italia

In Italia, l’era dell’intrattenimento on-demand è esplosa grazie a servizi streaming come Netflix, Amazon Prime Video, NOW TV, Apple TV+ e altri. Guardare serie TV e film in streaming è diventato un fenomeno di massa, con il binge watching che attrae molti italiani.

Il 65% degli italiani spende circa 30 euro al mese per abbonamenti a piattaforme di streaming video.

Sebbene offrire maggiore libertà di scelta, questa rivoluzione comporta sfide.

Le piattaforme stanno esplorando modelli pubblicitari per contenere i costi degli abbonamenti e contrastare il fenomeno della condivisione delle password. I provider di contenuti devono bilanciare prezzi accessibili con una qualità dell’esperienza in linea con le aspettative degli utenti, evitando un eccesso di spot pubblicitari invasivi.

Quindi da una parte i prezzi aumentano, la qualità resta stabile, viene introdotta più pubblicità. Tutti elementi che creano attrito nell’accesso ai servizi e che potrebbero portare di nuovo a un fenomeno che sembrava orma superato: quello della pirateria.

Il cambio del modello di business con la fine dello sharing e l’introduzione delle pubblicità

I servizi di streaming in Italia stanno aumentando i prezzi e introducendo nuovi modelli di abbonamento con pubblicità. Man mano che la concorrenza aumenta, le piattaforme di streaming stanno cercando nuove fonti di entrate, portando ad aumenti di prezzo e all’introduzione di livelli supportati dalla pubblicità.

Ad esempio, Amazon Prime Video ha introdotto di recente un livello supportato dalla pubblicità. Per rimuovere la pubblicità su Prime Video, c’è una sovrapprezzo aggiuntivo di 1,99 € al mese, oltre al prezzo dell’abbonamento base precedente.

D’altra parte, Netflix stava perdendo oltre 1,2 milioni di abbonati in tutto il mondo nei primi 8 mesi del 2022, la prima volta che ha visto una perdita netta di abbonati dal 2007. Per arginare queste perdite, Netflix ha introdotto un modello di “condivisione a pagamento”, in cui addebita di meno per gli abbonamenti con pubblicità.

Ecco alcuni fattori chiave che hanno contribuito a questa situazione:

  • Abbandono elevato di serie TV: Netflix ha un alto numero di serie TV abbandonate dopo solo pochi episodi, così come molte serie che non vengono rinnovate oltre 1-2 stagioni.
  • Concorrenza crescente: Netflix affronta una concorrenza crescente da altri servizi di streaming come Disney, Amazon, Apple e Hulu, che spesso hanno opzioni di abbonamento più economiche.
  • Mercato saturo: Il mercato dello streaming è diventato saturo, specialmente in Europa e negli Stati Uniti, rendendo difficile una ulteriore crescita.
  • Cambiamento di preferenze: Le giovani generazioni, come la Gen Z, si stanno spostando sempre più verso contenuti interattivi e generati dagli utenti su piattaforme come YouTube e gaming, piuttosto che verso il modello di binge watching dello streaming tradizionale.

L’aumento dei prezzi delle piattaforme di film e telefilm

Costi Elevati: Il costo totale per sottoscrivere tutti i principali servizi di streaming in Italia può arrivare a 1.000 € l’anno.

Piattaforma Streaming Piano Mensile Costo Annuale
Netflix (Piano Standard) €12,99 €155,88
Disney+ €8,99 €89,99
Amazon Prime Video (incluso con Prime) €49,90 €49,90
NOW (Piano Entertainment) €9,99 €119,88
Mediaset Infinity+ €7,99 €69
DAZN (Piano Standard) €34,99 €359
Apple TV+ €9,99 €119,88
Paramount+ €7,99 €79,99

Aumenti di Prezzo:

  • Netflix ha aumentato i prezzi dei suoi piani in Italia:
    • Il piano base con pubblicità ora costa €5,49/mese
    • Il piano standard senza pubblicità ora costa €12,99/mese
    • Il piano premium ora costa €17,99/mese
  • Disney+ ha anche aumentato i prezzi in Italia:
    • Il piano standard con pubblicità ora costa €5,99/mese
    • Il piano standard senza pubblicità ora costa €8,99/mese o €89,99/anno
    • Il piano premium ora costa €11,99/mese o €119,99/anno
  • Now TV (Sky) ha aumentato i prezzi in Italia:
    • Il piano con pubblicità ora costa €8,99/mese
    • Il piano senza pubblicità ora costa €11,99/mese
    • Il piano premium ora costa €14,99/mese
  • L’abbonamento annuale di Amazon Prime è aumentato da €36 a €49,90 in Italia.
  • DAZN ha anche aumentato i prezzi in Italia:
    • Il piano standard ora costa €34,99/mese (precedentemente €29,99)
    • Il piano plus ora costa €49,99/mese (precedentemente €39,99)
    • Sono disponibili anche piani annuali a €359 per il piano standard e €539 per il piano plus
  • RAI Play è gratuito, ma il canone TV annuale di €70 è obbligatorio in Italia.
  • Apple TV+ ha aumentato io suoi prezzi in Italia:
    • Il piano mensile costava €6,99 al mese e ora costa €9,99 al mese.

Quando Steve Jobs creò l’iTunes Store per uccidere la pirateria musicale

L’iTunes Music Store è stato lanciato da Apple il 28 aprile 2003, 20 anni fa. Il lancio dell’iPod nel 2001 è stato un fattore chiave per il successo dell’iTunes Music Store, poiché consentiva agli utenti di acquistare e ascoltare facilmente musica digitale.

Inizialmente chiamato “iTunes Music Store” fino a settembre 2006, quando è stato rinominato “iTunes Store” e ampliato per includere video, app e giochi, Steve Jobs ha svolto un ruolo cruciale nel negoziare accordi con le case discografiche e indirizzare gli utenti verso contenuti digitali a pagamento. Nel 2003, l’iTunes Music Store è stato nominato “Invenzione dell’Anno” dalla rivista Time.

In poco più di quattro mesi dal lancio del negozio digitale, sono state vendute 10 milioni di canzoni negli Stati Uniti, aiutando le case discografiche a riacquistare fiducia nelle piattaforme digitali mentre le vendite di CD fisici stavano diminuendo a causa della pirateria musicale.

  • L’idea di vendere canzoni a 99 centesimi e permettere agli utenti di portarle con sé con l’iPod (e in seguito l’iPhone) si è rivelata una strategia vincente.
  • Dopo soli 4 mesi dal lancio del negozio digitale, sono state vendute 10 milioni di canzoni negli Stati Uniti, e le case discografiche hanno iniziato ad abbracciare la piattaforma poiché la condivisione illegale di musica su internet stava avendo un impatto significativo sulle vendite musicali tradizionali.
  • La disponibilità di canzoni digitali su iTunes e la possibilità di creare una libreria musicale hanno segnato il declino dei CD.

Alla fine degli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, l’industria musicale si è trovata di fronte a una crisi a causa della diffusione della pirateria digitale e dei programmi di condivisione file come Napster. Steve Jobs, il fondatore e CEO di Apple, colse l’opportunità di rivoluzionare l’industria musicale.

Il risultato? Grazie ai prezzi accessibili e all’esperienza utente, la pirateria musicale si è praticamente estinta. Gli utenti preferiscono spendere qualche € e a vere musica finita, piuttosto che averla gratis ma nel faticare a trovare quella giusta.

L’avidità delle piattaforme porterà all’aumento della pirateria?

L’uso di BitTorrent e della pirateria online sta crescendo di nuovo dopo anni di calo, secondo un rapporto di Sandvine. La principale ragione di questa rinascita della pirateria è l’aumento del numero di accordi di streaming esclusivi e la proliferazione di servizi di streaming.

I consumatori ritengono costoso e scomodo sottoscrivere più servizi di streaming solo per accedere ai contenuti che desiderano, quindi si stanno rivolgendo alla pirateria come alternativa.

Dati chiave:

  • BitTorrent rappresenta il 3% del traffico internet downstream globale e il 22% del traffico upstream, con il 97% di questo traffico BitTorrent.
  • Il rapporto nota che il numero effettivo di utenti BitTorrent è probabilmente più alto, poiché molti utilizzano VPN e proxy per nascondere il loro traffico BitTorrent.

L’industria dei contenuti aveva precedentemente cercato di combattere la pirateria attraverso azioni legali, ma ha scoperto che fornire servizi di streaming legali, accessibili e di qualità era una soluzione migliore. Tuttavia, la tendenza attuale degli accordi di streaming esclusivi sta spingendo i consumatori a tornare alla pirateria.

Fattori che contribuiscono all’aumento della pirateria
– Cancellazione di film e serie TV da piattaforme come Warner Bros, Disney+ e Paramount+
– Frustrazione degli abbonati per la volatilità dell’industria dello streaming, con titoli cancellati o spostati da una piattaforma all’altra
– Mancanza di accessibilità ai contenuti desiderati, combinata con la scomparsa dei supporti fisici come DVD e Blu-ray

Il rapporto suggerisce che se l’industria non gestisce meglio questa situazione, rischia di perdere una parte significativa del pubblico che aveva riacquistato attraverso i servizi di streaming legali. L’industria dell’intrattenimento deve convergere verso un sistema di distribuzione più accessibile ed economicamente sostenibile per evitare il furto digitale.

Cosa ci insegna tutto questo?

Dai dati presentati, emergono alcuni insegnamenti chiave:

Frammentazione del Mercato

  • Il mercato dello streaming in Italia è altamente frammentato, con Netflix che mantiene la quota di mercato più alta (30%), seguita da Prime Video (28%) e Disney Plus (18%).
  • Questa frammentazione rende difficile per gli utenti accedere a tutti i contenuti desiderati attraverso un’unica piattaforma, come avviene invece nel settore musicale, aumentando la tentazione di ricorrere alla pirateria.

Crescita della Pirateria

  • La Commissione Europea sta cercando di contrastare la pirateria online di eventi live, come concerti, spettacoli teatrali e competizioni sportive.
  • In Italia, la pirateria online di film, serie TV e sport live ha raggiunto il 43% della popolazione, con la pirateria di eventi sportivi live in crescita dal 10% al 23% negli ultimi anni.
  • Questo ha portato a perdite stimate di €673 milioni per film e serie TV e €267 milioni per eventi sportivi live nel 2021.

Necessità di Offerte Legali Accessibili

  • La Commissione Europea raccomanda che gli organizzatori di eventi e le emittenti aumentino la disponibilità, l’accessibilità e l’attrattiva delle loro offerte commerciali legali in tutta l’UE, per scoraggiare l’utilizzo di siti illegali.
  • Rendere disponibili contenuti di alta qualità a prezzi accessibili potrebbe essere una soluzione per ridurre la pirateria.
Fattori Chiave Descrizione
Frammentazione del Mercato Il mercato dello streaming è diviso tra diverse piattaforme, rendendo difficile per gli utenti accedere a tutti i contenuti desiderati attraverso un unico abbonamento.
Crescita della Pirateria La pirateria online di film, serie TV ed eventi live sta crescendo, con perdite significative per l’industria dell’intrattenimento in Italia.
Offerte Legali Accessibili Rendere disponibili contenuti di alta qualità a prezzi accessibili potrebbe scoraggiare l’utilizzo di siti illegali.

In sintesi, l’industria dello streaming deve affrontare la sfida della frammentazione del mercato e della crescente pirateria online, offrendo soluzioni legali accessibili e attraenti per gli utenti.

In conclusione

In luce dei dati presentati, è evidente che il panorama dello streaming in Italia sta attraversando una fase di trasformazione. I principali servizi di streaming stanno aumentando i prezzi e introducendo livelli supportati dalla pubblicità, nel tentativo di compensare la concorrenza sempre più agguerrita e la saturazione del mercato.

Queste strategie potrebbero spingere gli utenti a cercare alternative illegali tramite la pirateria online. I consumatori si sentono sopraffatti dall’obbligo di sottoscrivere molteplici abbonamenti per accedere ai contenuti desiderati, e la frammentazione del mercato streaming alimenta questa frustrazione.

Per evitare un aumento della pirateria, l’industria dell’intrattenimento deve offrire soluzioni accessibili che soddisfino le aspettative degli utenti senza compromettere la qualità dell’esperienza.

Di certo aumentare i prezzi e introdurre la pubblicità per aumentare il fatturato va nella direzione esattamente opposta, portando gli utenti a uscire dalle piattaforme, quindi meno fatturato, e favorire la pirateria.

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